Il burnout non ha un volto solo: può essere l’emicrania che non passa, la notte insonne, la depressione, ma anche la psoriasi o i problemi di cuore. Tra i docenti italiani, la sindrome da stress cronico sul lavoro è una realtà diffusa e silenziosa, che lo Stato fatica a riconoscere. La professione insegnante non è considerata gravosa o usurante, il prepensionamento resta un’opzione cara e difficile da percorrere. Tutto questo mentre resiste, tenace, il luogo comune degli insegnanti come categoria di privilegiati.
La Tecnica della Scuola ha deciso di dedicare a questo argomento la nuova puntata di Scuola Talk, la trasmissione di approfondimento settimanale dedicata all’attualità. Ospiti in collegamento Daniela Rosano, sindacalista dell’Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, e Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto in tema di burnout, già deputato della Repubblica Italiana, da anni in prima linea nella denuncia del tema. Sempre più urgente per una categoria, quella dei docenti, che come raccontato in più occasioni da questa testata è tra le più formate della Pubblica Amministrazione.
E proprio Daniela Rosano (Anief) sull’argomento del burnout dell’era Covid ha affermato: “Il fenomeno è esploso con la pandemia. La Didattica a Distanza (DAD) ha aumentato drasticamente il carico di lavoro perché i docenti hanno dovuto personalizzare l’insegnamento e aggiornarsi continuamente sulle tecnologie. Inoltre, la burocrazia è decuplicata: compiti che prima spettavano all’amministrazione ora ricadono sui coordinatori di classe. Spesso la parte didattica viene compressa a favore di quella burocratica, eliminando la gratificazione professionale”.