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I fondi del diritto allo studio assegnati agli atenei

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La ministra Giannini torna a confermare l’idea di una riforma complessiva del diritto allo studio, mentre promette di destinare le risorse per le borse di studio direttamente alle università senza passare dalle regioni.

“In Italia – ha detto in un incontro al Politecnico di Torino – non abbiamo un diritto allo studio efficace. Non tanto per i soldi: al diritto allo studio destiniamo circa 500 milioni di euro all’anno”.

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In Italia, ha ricordato Giannini, al diritto allo studio vengono destinati circa 500 milioni l’anno e la ripartizione è più o meno equilibrata tra tasse scolastiche, risorse statali e regionali. Ma, ha ribadito la ministra dell’Istruzione, spesso questi fondi vengono dispersi dalle Regioni. “Basti pensare – ha aggiunto – che al Nord c’è un’assegnazione tra l’80 e il 100% mentre al sud in alcuni casi si scende al 20%”.

“Sto pensando di cambiare il sistema di assegnazione dando direttamente le risorse alle università che diventano così responsabili della gestione e ciò permette di mappare il sistema senza macro-scelte regionali”.

“Cambiare il sistema dando le risorse all’università che diventano cosi responsabili della gestione e questo permette di mappare il sistema senza macroscelte regionali”.

Al ministero sono infatti convinti che a «invarianza di risorse» si possa intervenire sul modello garantendo più efficienza, risparmi e dunque più risorse da destinare alle borse di studio.