I genitori prima o poi devono avere il coraggio di dire dei ‘no’ ai loro figli. Come fanno, del resto, i docenti con gli alunni, i sacerdoti con la comunità, i politici con i cittadini. A dirlo – durante l’Angelus di Castel Gandolfo di domenica 17 agosto – è stato Papa Leone XIV.
Rivolgendosi alla piazza raccolta nel Paese situato nei Castelli romani, il Santo Padre ha esordito chiedendo di “rimanere fedeli alla verità nella carità”, anche se questo può costare. “Pensiamo, ad esempio, al prezzo che deve pagare un buon genitore – ha detto -, se vuole educare bene i suoi figli, secondo principi sani: prima o poi dovrà saper dire qualche ‘no’, fare qualche correzione, e questo gli costerà sofferenza”.
L’opposizione al volere dei giovani, però, ha continuato il Pontefice, non riguarda solo le loro famiglie.
Il diniego a richieste sbagliate riguarda, ha sottolineato Papa Leone XIV, anche “un insegnante che desideri formare correttamente i suoi alunni” oppure “un professionista, un religioso, un politico, che si propongano di svolgere onestamente la loro missione. E chiunque si sforzi di esercitare con coerenza, secondo gli insegnamenti del Vangelo, le proprie responsabilità”.
Le parole del Papa hanno immediatamente trovato il consenso da parte del ministro dell’Istruzione e del Merito, protagonista di una politica sempre più improntata al rispetto delle regole, dei divieti e anche mantenendo una buona dose di competizione. Il ministro Giuseppe Valditara, ha ribadito che “un buon genitore, così come un insegnante (e pure un politico), deve saper dire anche dei no, deve saper correggere chi sbaglia“.
“Oggi, Papa Leone XIV ha lanciato autorevolmente un messaggio educativo importante e coraggioso. Lo ringraziamo profondamente”, ha chiosato il numero uno del dicastero bianco di Viale Trastevere.