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I progetti di “Rosso Malpelo”, grazie alle scuole italiane, diventano realtà

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Fra gli scopi, quello principe è togliere i bambini dalle miniere. 
Nennella Buonaiuto, sceneggiatrice del film, sottolinea:"non solo i bambini che ne beneficeranno sono figli di minatori, ma sono anche indigeni. Questo vuol dire – continua – dare una possibilità in più alle nuove generazioni indigene che prima non godevano degli stessi diritti dei bianchi. Tra l´altro il nostro progetto rientra nel piano del governo locale di alfabetizzazione, ed educativo in senso lato, volto al recupero del ritardo storico delle popolazioni indigene".
Nello scorso mese di marzo sono stati effettuati i bonifici ai cinque Municipi minerari del Potosì :Llallagua, Colcha "K", Chayanta, San Pablo de Lipez, Porco.
La prima rata per la costruzione di 5 Internados Infantil "Rosso Malpelo" ossia cinque collegi, ognuno di 400 metri quadrati, che dovranno ospitare dai 30 ai 45 bambini orfani dei padri morti in miniera, oltre al maestro, il custode e le madri che vorranno andare a trovarli durante la settimana. 

Vi ricordate la scena finale del film?
Rossomalpelo, prima di scendere nel labirinto delle gallerie della miniera, si gira e vi fissa negli occhi. Uno sguardo muto, che vuole essere una sfida e nello stesso tempo una richiesta di aiuto.
Nelle decine e decine d’incontri che abbiamo avuto dopo la proiezione del film, quasi sempre si alzava qualche ragazzo o ragazza per chiederci come mai nel film Malpelo non muore come invece avviene nella novella del Verga.
La risposta era sempre la stessa: Malpelo può morire o essere salvato, tutto dipende da noi.
Per questo abbiamo voluto lanciare questa sfida.
Quasi duecentomila ragazze e ragazzi delle scuole di ogni parte d’Italia accompagnati dai loro insegnanti hanno visto il film, ne hanno discusso in classe, lo hanno adottato, e col film hanno adottato il Progetto a cui era dedicato.
ORA QUESTO PROGETTO DIVENTA REALTA’.
Questa mattina, uscendo dalla Banca Etica, dopo aver fatto il bonifico ai cinque Municipi del Potosì (centocinquantamila euro, la prima rata per iniziare la costruzione degli Internados – collegi) eravamo più poveri, ma ci siamo sentiti più ricchi, perché finalmente abbiamo capito il vero valore dei soldi.
In un’epoca in cui l’unico valore sembra essere quello di arricchirsi per poter consumare, fare soldi e comprare più cose di quante potrebbero mai essere consumate, abbiamo capito che vi sono cose più importanti e che danno più gioia, più entusiasmo, più voglia di vivere.
Insieme a voi abbiamo vinto la sfida.
Rossomalpelo ha vinto la sua sfida. Qualche centinaio di suoi fratelli, nella lontana/vicina regione del Potosì, non dovrà più scendere in miniera ma potrà andare a scuola, sarà ospitato negli Internados Infantil, dove avrà la sua cameretta, l’acqua calda per fare la doccia, il cibo per nutrirsi e dove potrà studiare.
Quando avremo finito di costruirli (nei comuni di Chayanta, Colcha "K", Llallagua, Porco, San Plabo de Lipez) ve li faremo vedere, non le nude stanze, ma popolati dal rumore, dalle voci, dai volti di questi bambini, che grazie a voi avranno una possibilità in più per affrontare la vita.
Grazie di cuore a tutti voi, ragazze e ragazzi, ai vostri insegnanti, ai vostri presidi, grazie a Libera di don Luigi Ciotti, grazie a tutte le Associazioni, ai Circoli, ai Comuni, ai gestori dei cinema, a tutte quelle persone che hanno creduto e si sono fidate di noi.
Un caro saluto
Nennella Buonaiuto
Pasquale Scimeca
Roma 18 marzo 2009

Per visionare la lettera di Evo Morales consulta il box "Approfondimenti" di questa pagina.