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I PSP chiedono le dimissioni dell’assessore all’Istruzione della Calabria

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I Partigiani della Scuola Pubblica, giorno 4 novembre, intervenuti attraverso una delle loro rappresentanti, prof.ssa Lara Nocito, al programma del dott. Pasquale Motta “Prima della notizia – LaC TV – per parlare di scuola e misure anticovid, rispondono all’assessore all’Istruzione Savaglio della Regione Calabria che, nella puntata odierna della trasmissione calabrese, alla domanda della nostra rappresentante ha precisato in primissima battuta che sono stati i docenti ad introdurre il virus nelle scuole. (dal minuto 23)

È vergognoso che una rappresentante istituzionale asserisca una cosa simile, dopo che i docenti, senza tutela alcuna, hanno retto le sorti del rientro a scuola in presenza, per restituire normalità agli alunni e alle loro famiglie.
Ed è ancora più vergognoso se si pensa che la didattica a distanza è stata portata avanti, e lo è tuttora nelle scuole superiori, senza che la stessa sia normata, quindi sulla volontarietà dei docenti che, gratuitamente e per coscienza, non avendo obblighi di nessun tipo, hanno scelto liberamente di continuare ad offrire agli alunni il loro diritto all’istruzione.

La Savaglio sa cosa hanno fatto i docenti in tutti questi mesi? Oppure un suo ennesimo “non lo so”, come i tanti da lei espressi nella trasmissione, dovrebbe salvarla dalle responsabilità che si è assunta accettando un incarico come quello che ricopre?

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Il momento che viviamo è difficile, ma molto si poteva fare e non si è fatto, volutamente e scientemente, e lei, che è assessore all’istruzione in una regione come la Calabria in cui la Scuola ha un ruolo particolare e speciale, ha più responsabilità di chi quello stesso ruolo lo ricopre in altre regioni.

Dire che la scuola è sicura e che il virus è arrivato nelle scuole veicolato dagli adulti, e dai docenti in particolare, racconta oltre la mancanza di sensibilità, l’assenza totale di consapevolezza rispetto all’assessorato che guida e che, innanzi a simili affermazioni, dovrebbe lasciare, presentando le sue dimissioni, per dare segno di coerenza, anche se ormai il suo mandato sta per concludersi.

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