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I segreti del web? Non li insegnano a scuola. Così imperversa il cyber-bullismo

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Le competenze informatiche? Si acquisiscono da giovani, naturalmente. Ma non grazie alla scuola. Il dato proviene da una ricerca di Skuola.net, realizzata per la Polizia di Stato.

Lo studio, che è andato a consultare una rappresentanza di 4mila studenti, ha evidenziato che poco meno del 70% dei casi la cosiddetta alfabetizzazione informatica si acquisisce “in tutto o quasi” fuori dalle aule scolastiche. Appena l’8% degli studenti sostiene il contrario.

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La ricerca del portale reputa inoltre preoccupante in maniera “più forte” il fenomeno del cyber-bullismo: circa 2 ragazzi su 3 ritengono che fenomeni di questo tipo siano in aumento, infatti la metà di loro ha avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo. Per questa ragione 4 su 5 accoglierebbero “con favore” incontri con esperti per formare gli studenti all’uso dei social. Nel 2014 a seguito di attività sulla rete sono state prodotte 352 denunce, di cui 6 per stalking, 77 per diffamazione online, 46 per ingiurie, 50 per minacce, 31 per molestie, 115 per furto di identità digitale sui social network e 27 per diffusione di materiale pedopornografico. Apparentemente meno grave il quadro 2015 (almeno fino al 18 settembre 2015), con un totale di 168 denunce.

 

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Ma quel che dovrebbe far riflettere è anche un altro dato emerso dallo studio: il 58% degli studenti nell’ultimo anno scolastico non avrebbe ricevuto dalla scuola “incontri di formazione sull’uso consapevole della rete”. La restante parte invece ha potuto usufruire di queste opportunità formative, anche se 1 si 4 ha deciso di non prendervi parte. I social network infatti sono ormai diventati uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager. Non a caso la stessa Polizia di Stato, viene sottolineato , “quotidianamente interagisce con i cittadini attraverso le pagine Facebook dell’Agente Lisa e della Polizia di Stato, nonché con il profilo twitter istituzionale”. 

 

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