Home Politica scolastica I sindacati esultano per gli stipendi dei supplenti: la scuola “all’incontrario”

I sindacati esultano per gli stipendi dei supplenti: la scuola “all’incontrario”

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Il Governo dà il via libera al pagamento degli stipendi arretrati dei supplenti che, finalmente, tirano un mezzo sospiro di sollievo (solo mezzo perchè in realtà il dovuto verrà liquidato a metà gennaio). 

Il fatto è che i quattrini necessari per pagare i supplenti (lo avevamo già anticipato noi quache giorno fa e lo ha ribadito anche il  responsabile istruzione della Lega Nord Mario Pittoni con un comunicato di sabato 26 dicembre) arrivano dai risparmi derivanti dalle mancate assunzioni previste dal piano straordinario della legge 107. Insomma, supplenti che si pagano con i risparmi della propria categoria, un vero e proprio “contratto di solidarietà”. Se le assunzioni fosssero andate in porto tutte quante, i supplenti non sarebbero stati pagati affatto oppure sarabbe stato necessario adottare un decreto legge urgente esattamente come era capitato lo scorso anno (decreto che, per la cronaca, non venne neppure convertito in legge perchè la copertura arrivò direttamente dal disegno di legge sulla “Buona Scuola”).
Di stranezze, come si vede, ce ne sono parecchie ma forse la più curiosa riguarda  il fatto che, alla notizia dell’ormai imminente pagamento,  i sindacati hanno quasi esultato. Insomma: il Ministero assume 20-30mila docenti, firma un regolare contratto, inizia a pagarli con 3-4 mesi di ritardo e i sindacati esultano. La cosa è davvero strana perchè quando vado al supermercato a fare la spesa, al momento di pagare la cassiera usa la semplice formula “Grazie, e buona giornata”.  Ma forse con l’anno nuovo arriverà il direttore del supermercato a stringermi la mano, a farmi un bel “dammi il 5” e ad offrirmi l’aperitivo. Ma forse è solo nella scuola che le cose vanno “all’incontrario”, come il treno dei desideri di Paolo Conte.

Icotea