Home I lettori ci scrivono Il bidello: amore e odio per una figura tradizionale della scuola

Il bidello: amore e odio per una figura tradizionale della scuola

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Il collaboratore scolastico, già bidello, è una figura storica, tradizionale della scuola italiana. La sua azione si è evoluta con i cambiamenti e le riforme di turno, soprattutto con l’autonomia delle istituzioni scolastiche. Il POF, che non prevede la partecipazione del collaboratore scolastico, neanche consultiva, nella fase decisionale, ha bisogno di questa figura professionale per la sua concreta e pratica attuazione.

Egli non è un semplice inserviente , magari da sfruttare per fare il caffè o commissioni private per l’operatore scolastico che crede di avere di fronte il proprio collaboratore domestico, ma un lavoratore che svolge i servizi generali della comunità scolastica.

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Senza questi servizi , talvolta semplici e umili, talvolta di una certa complessità esecutiva, l’istituzione scolastica avrebbe qualche difficoltà a funzionare regolarmente. Non si dimentichi la funzione rilevante del collaboratore scolastico: la sorveglianza e vigilanza negli spazi comuni e nelle classi durante la momentanea assenza dei docenti o in situazioni di emergenza.

E’ frequente l’opinione e il pregiudizio che la sorveglianza del collaboratore scolastico sia un ozioso” farniente”; al contrario la vigilanza attiva richiede capacità d’osservazione , occhio attento alle sfumature , qualità umane e competenze educative minime. Gli alunni non vengono affidati a vigilantes, ma a persone che passano tante ore con loro, che imparano a conoscerli, a comprenderne le esigenze, i disagi, le gioie e le pene, persone che imparano ad ascoltarli, ad orientarli senza pretese pedagogiche, con capacità educative, che sviluppano sul campo, se non le posseggono già per formazione.

E’ vergognoso vedere come una certa stampa rinforzi il pregiudizio che il collaboratore scolastico, il bidello,sia un parassita dello Stato. Basta! Il collaboratore scolastico ha una sua dignità professionale, che vuole vedere riconosciuta.

E’ assurdo che nella cosiddetta “Buona Scuola”, di Renzi-Giannini, i collaboratori scolastici non compaiono per niente. Ebbene si vuole ridurre il loro numero all’osso, per risparmiare risorse dello Stato, si faccia pure ; ma non si infanghi più questa categoria con luoghi comuni.

Ci sono dei fannulloni tra i collaboratori scolastici, non lo si può negare, ma non è certamente l’unica categoria di lavoratori statali con gente che non vuol fare nulla. E’ giusto che ci sia valorizzazione professionale del collaboratore scolastico, con formazione adeguata ,oltre che sull’igiene e salubrità dell’ambiente scolastico, anche sulla legislazione scolastica, sull’organizzazione scolastica e, per ultimo e non ultimo, formazione per un ruolo educativo nei rapporti con gli alunni.