Decisamente severo è stato il giudizio espresso dal deputato Rossano Sasso, capogruppo di Futuro Nazionale con Vannacci in commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, a proposito dell’aggressione di alcuni giovani ‘maranza’ a due docenti avvenuta il 22 maggio a ridosso del Parco Ex Eridania e di un istituto superiore di Parma, con tanto di minacce (“ti faccio saltare la testa”) e con registrazione video dell’accaduto ed immagini diffuse sul web.
“Ius scholae? Integrazione? Accoglienza? Ecco tipici esemplari di modelli virtuosi osannati a sinistra in azione a Parma, all’uscita di scuola, mentre ringraziano gli insegnanti per aver provveduto al proprio diritto allo studio. Mi auguro che scuola e ministero vadano oltre le solite parole dolciastre e pelose di solidarietà e che le autorità proposte sbattano in galera questi teppisti”.
“Non sia mai che crescendo, visto che come si sente dalla voce di uno di loro ‘sono matti’, uno di loro non consegua la laurea ed un pomeriggio decida di fare una strage con la propria auto, come accaduto nella vicina Modena”.
L’on. Sasso ritiene che i giovani aggressori dei docenti potranno continuare ad “integrarsi nelle patrie galere, anche lì potranno continuare a studiare. Sarei contento se venisse loro applicata la legge che porta il mio nome e che prevede un severo inasprimento delle pene per chiunque usi violenza fisica e verbale nei confronti di un insegnante”.
Quindi, l’on. Rossano Sasso, ex leghista, tiene a ribadire che “Futuro Nazionale con Vannacci è con gli insegnanti. Chi tocca un docente tocca lo Stato!”.ù
Tra i commenti più duri della giornata contro i giovani aggressori figura quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, che su X ha scritto: “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri. Non solo nella condanna, che è scontata e doverosa, ma nelle conseguenze per tutti questi ragazzi: chi ha agito, chi ha incitato, chi ha riso, chi ha condiviso”.
Secondo il numero uno del dicastero della Difesa, da alcuni mesi uscito allo scoperto sulla necessità di ritornare a servizio di leva, perchè considerato particolarmente formativo, i giovani che hanno aggredito i due docenti a Parma “devono capire la gravità del gesto e pagarne le conseguenze, in modo che altri capiscano che lo Stato non può accettare la violenza verso nessuno ma ancor di più verso chi lo serve, come un professore“.