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Il comportamento degli studenti e il cattivo esempio della politica

C’è un po’ di  fermento in Italia sull’educazione civica e la Costituzione a scuola e sui diritti civili da non disattendere, anzi da consolidare.
Riguardo il primo punto, mi riferisco all’idea del ministro dell’Istruzione di far recuperare agli studenti (a settembre) la sufficienza in condotta con una prova scritta sulla cittadinanza attiva, responsabile, ecc.
Da quando in qua, però, un 6 deve essere recuperato e un 5 o un 4 no? Se un ragazzo è insufficiente, a maggior ragione dovrebbe essere messo nelle condizioni di provare a riabilitarsi e far capire agli insegnanti se si è reso conto delle mancanze commesse, sanando le carenze. A parte la palese illogicità, la proposta di viale Trastevere è l’ennesima dimostrazione che nel nostro Paese abbandonare a una sorte malcerta i ragazzi cosiddetti ‘difficili’ sta diventando una vera e propria inclinazione, mista a rassegnazione.
Sull’altro fronte, quello dei diritti civili da rafforzare, pare che si vogliano impegnare Forza Italia e la famiglia Berlusconi, in vista delle elezioni del 2027, comunicando meglio con l’esterno, parlando ad un pubblico più giovane (anche via-social), unendo il centro alle periferie, ecc. Per entrambe le iniziative, nessuno – nemmeno gli esperti chiamati a commentarle – fa menzione delle mancanze e delle carenze dei promotori.
Ovvero: da quale pulpito? Prima di mettere in riga gli studenti, il ministro Giuseppe Valditara ha verificato quante volte i suoi colleghi al Governo, così come gli ‘onorevoli’ parlamentari, hanno disonorato la Carta costituzionale? E prima di cavalcare i diritti civili, la famiglia Berlusconi e Antonio Tajani hanno mai pensato alla realizzazione della giustizia sociale e alle loro inadempienze in merito? L’hanno mai considerata nelle loro attività mediatico-politiche?
Dai risultati insufficienti, per non dire opposti, sembrerebbe di no.

Altra domanda: tutti coloro che blaterano tiepidamente di prerogative da assegnare o dispensare, sanno che la giustizia sociale si occupa delle difficoltà che i cittadini incontrano nel mondo del lavoro, dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria e dei bisogni economici, adottando le misure necessarie per esaminare, affrontare e rimuovere quelle difficoltà?
Anziché pensare alla cittadinanza e alla Costituzione in classe, o ai diritti civili pro campagne elettorali, la destra dia innanzitutto l’esempio alle nuove generazioni, osservando la Carta costituzionale, appunto, e rimediando (non soltanto a settembre).
Poi le verrà più naturale concentrarsi nella tutela della giustizia sociale, sopra ogni altra cosa. Senza di essa, infatti, i progetti di contorno reggono poco o nulla, sono demagogici e ipocriti e destinati alle facciate o alle nicchie. La giustizia sociale, semplicemente, li contiene e li sostiene tout court.Il 17 maggio scorso Leone XIV ha parlato di “bisogno diffuso di giustizia, soprattutto da parte dei giovani”. La politica e la scuola imparino a riconoscere gli sguardi dei ragazzi che ci interpellano sull’ingiustizia dilagante.

Giovanni Panunzio

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