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Il concorso docenti non finisce mai: prof di nuovo sui banchi ma con quesiti identici al 2016

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Il concorso docenti bandito nel 2016 non finisce mai. Dovevano essere 63mila le cattedre assegnate in tutto il Paese, ma per via dei ricorsi la procedura di selezione, in alcuni casi, è ricominciata uguale a se stessa. Nel vero senso della parola, cioè alcune domande delle prove suppletive sarebbe state copiate dagli esami dello scorso anno. Lo riporta Il Fatto Quotidiano.

Un’anomalia, si legge, che potrebbe creare ulteriori problemi al Miur.

Secondo quanto risulta al giornale diretto da Marco Travaglio, “il problema riguarda in particolare la classe di concorso AD04, quella di lettere alle medie e alle superiori, una delle più attese e partecipate, con oltre metà prova copiata o simile a quella precedente. Secondo quanto raccontato da chi ha sostenuto i test, “praticamente uguali” al 2016 sarebbero stati due quesiti, quello sul valore della letteratura e sul tema della memoria in Montali, Pascoli e Leopardi. Nella domanda su Petrarca è cambiato solo il sonetto, non il senso del tema da svolgere. Ripresentata anche la scelta di “3/4 letture da proporre alla classe” (una delle domande più originali, che aveva messo maggiormente in difficoltà i candidati), solo su un argomento diverso (era “la diversità”, è diventato “l’amicizia”). E punti di contatto sostanziali ci sarebbero stati pure nella parte in inglese, in particolare in uno dei due testi di comprensioni. Il condizionale è d’obbligo perché, in barba ad ogni principio di trasparenza (o anche semplicemente come avviene per gli esami di maturità o casi analoghi) il Miur ancora non ha pubblicato i testi delle prove”.

Il Coordinamento Nazionale Tfa farà una richiesta di accesso agli atti per avere i testi delle prove.

 

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