Home I lettori ci scrivono Il concorso per dirigenti scolastici in Toscana: appello al Presidente del Consiglio...

Il concorso per dirigenti scolastici in Toscana: appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

CONDIVIDI
  • GUERINI
Nel mese di luglio 2012 si è concluso il concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici in Toscana, solo 137 sono risultati idonei: di questi, 106 sono stati assunti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2012 ed altri 6 dal 1° settembre 2013, i rimanenti sono in attesa di nomina.
Il concorso è stato oggetto di numerosi ricorsi da parte degli esclusi e, alla fine di un lungo iter, il Consiglio di Stato non ha posto dubbi sull’operato della Commissione, sulla sua imparzialità, sulla sua serietà. Nessuno è stato favorito, nessuno è stato raccomandato.
L’unico rilievo fatto riguarda la procedura con cui è stato sostituito il presidente di commissione che si dimetteva alla fine di marzo.
E’ lo stesso Consiglio di Stato a riconoscere che il sostituto ha i titoli per ricoprire tale incarico; rileva soltanto che, prima della sua nomina, sarebbe stato più diligente, da parte dell’Amministrazione, interpellare un numero più ampio di professionisti di “prima istanza”.
Se questi professionisti non si fossero trovati allora la nomina sarebbe stata valida.
La sentenza del CdS dispone la rinnovazione delle operazioni effettuate dopo la nomina del nuovo presidente, vale a dire la ricorrezione di parte degli scritti e nuove prove orali per tutti i candidati.
E’ evidente che i 112 dirigenti toscani, attualmente in servizio per effetto del concorso, finiscono per essere le incolpevoli vittime degli errori dell’Amministrazione, nonostante la professionalità dimostrata nello svolgimento del proprio lavoro e l’impegno e la diligenza con il quale hanno affrontato il nuovo compito. Parimenti, gli idonei in attesa di nomina vedono compromesse le proprie legittime aspettative.
Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché il Governo possa valutare la possibilità di adottare urgentemente idonei provvedimenti a tutela della posizione di questi dirigenti della scuola toscana, che hanno superato un regolare concorso, lavorano da due anni con un contratto a tempo indeterminato e rischiano ora di perdere il posto di lavoro per un mero errore formale, non riconducibile in alcun modo alla loro responsabilità.
Non si invoca una sanatoria, ma un atto di giustizia. In un momento di rinnovamento del nostro Paese, la politica deve avere il coraggio di intervenire quando le amministrazioni sbagliano, superando logiche burocratiche che fanno ricadere sui cittadini le conseguenze dei propri errori.
L’indifferenza su tale punto sarebbe inaccettabile, tenuto conto che sono in gioco il posto di lavoro e la professionalità di 112 dirigenti, e con loro gli idonei in attesa di nomina, che hanno conquistato con il merito la propria posizione, rispettando le regole del gioco ed affrontando con spirito di servizio e competenza, riconosciuta a livello di comunità professionali, la gestione della complessità delle scuole.
Sono altresì in discussione tutti gli atti riguardanti una popolazione scolastica di oltre 100.000 alunni e 10.000 tra docenti e personale Ata: questi cittadini, insieme ai loro dirigenti, hanno bisogno di risposte concrete da parte della politica locale e nazionale.
 
Firmato: i dirigenti scolastici: Cristina Amato, Marina Andalò, Ludovico Arte, Lucia Bacci, Silvia Baldaccini, Marta Bartolini, Simone Cavari, Maria Centonze, Francesco Dallai, Anna De Zordi, Osvaldo Di Cuffa, Cristina Domenichini, Anna Rita Fasulo, Giacomo Forti, Alessandro Giorni, Laura Innocenti, Francesca Lascialfari, Nicoletta Latrofa, Lorenza Lorenzini, Gabriele Marini, Maria Pia Mencacci, Maria Rosaria Mencacci, Marco Menicatti, Teresa Monacci, Alessandro Papini, Alfonso Noto, Tania Pascucci, Marco Poli, Maria Ramunno, Alessandra Salvati, Annalisa Savino, Egidio Tersillo, Silvana Valentini, Alessandra Valsega, Giovan Battista Vanella
 
A nome dei 135 vincitori del concorso a dirigenti scolastici della Toscana coinvolti dalla sentenza del Consiglio di Stato, sezione VI, n.990/2014 del 3 marzo 2014.