L’a. s. 2026/27 si presenta già irto di difficoltà per effetto di una serie di novità normative che avranno certamente ricadute significative sia sui percorsi curriculari degli alunni che sulle scelte organizzative degli Istituti scolastici. Fra queste la fine della natura triennale dell’organico dell’autonomia, già previsto dall’art. 1, c. 64 della L. 107/2015, che torna ad essere disposto su base annuale aumentando il rischio di contrazione anche tra i docenti; la possibilità, prevista dalla Legge finanziaria del 2026, di definizione dell’Organico delle scuole “nei limiti delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente” con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze; l’obbligo di copertura delle assenze di personale docente con personale in servizio fino a 10 giorni e possibilità di deroga esclusivamente per “motivazioni didattiche”; infine la definizione dei nuovi percorsi di Istruzione Tecnica (Riforma ordinamentale e dei corrispondenti quadri orari) come definiti dal D.M. del 26.1.2026, in corso di registrazione (visto il D.M. n. 29 del 19/2/2026 registrato dalla Corte dei Conti in data 6/3/2026, concernente l’attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge n. 144 del 23/9/2022.
Tutto ciò necessariamente si riverbera, con conseguenze diversificate, sulle già precarie condizioni gestionali delle scuole. In queste condizioni permane al Dirigente l’obbligo, e la responsabilità, di
presentare la richiesta del fabbisogno necessario di personale per la realizzazione sia delle attività formative istituzionali che di quelle previste dal PTOF e dal Piano di Miglioramento, in riferimento agli
alunni iscritti che continuano a non vedere l’auspicata crescita nelle prime classi. Attività di proposta di organico che comporta, peraltro, a carico del Dirigente l’assunzione di responsabilità personale sia a
garanzia dei risultati e della corretta fruizione del diritto allo studio che erariale.