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Il Ds non autorizza i viaggi d’istruzione a chi non ha versato contributo volontario

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Si tratta di una circolare dal sapore amaro e dalla vena polemica quella emanata da un Ds di un liceo di Torino.

La circolare, datata 15 gennaio 2016, è diventata un caso nazionale ed è arrivata in Parlamento. Infatti è stata presentata un’interrogazione al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sul contenuto di questa circolare scolastica, in cui il Ds non autorizza le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione per le classi in cui gli studenti non hanno versato 120 euro di contributo volontario nelle casse della scuola.

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Ma è legittima una circolare del genere? Per la deputata del M5S Silvia Chimienti è un’azione illegittima, e si configura come una violazione del dovere d’ufficio, subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo.

Nell’interrogazione sul caso del liceo di Torino si ricorda la circolare emanata dalla dott.ssa Lucrezia Stellacci, firmata dall’allora capo dipartimento il 7 marzo 2013, in cui si esplicita il principio dell’obbligatorietà e gratuità dell’istruzione previsto dall’articolo 34 della Costituzione.

Lucrezia Stellacci, in tale circolare ha specificato che: “Nessuna ulteriore capacità impositiva viene riconosciuta dall’ordinamento a favore delle istituzioni scolastiche, pur potendo deliberare la richiesta alle famiglie di contributi di natura volontaria, che non trovano però in nessuna norma la fonte di un vero e proprio potere di imposizione che legittimi la pretesa di un versamento obbligatorio di tali contributi”.

In sostanza il contenuto di tale circolare, per stessa ammissione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno presentato l’interrogazione al Ministro Stefania Giannini, non è ammissibile, in quanto non è corretto impedire la partecipazione ai viaggi d’istruzione a chi non ha versato il contributo “volontario”. Per la verità questo di Torino è un caso limite, ma purtroppo, per le segnalazioni che ci giungono, è molto diffusa l’idea che l’erogazione liberale sia un atto dovuto, e chi non versa i soldi di tale contributo, rischia di finire sul libro nero della scuola.