Home I lettori ci scrivono Il gioco del precario “intruso”

Il gioco del precario “intruso”

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Ci sono due amici, Mattia e Beppe, entrambi laureati ed abilitati all’insegnamento.

Mattia è abilitato all’insegnamento da sette anni ma non ha alcuna esperienza, egli non è mai entrato in un’aula a far lezione.

Beppe, al contrario, è abilitato all’insegnamento soltanto da 3 anni ma ne vanta ben sette di esperienza, infatti ha cominciato ad insegnare già prima di conseguire l’abilitazione grazie a supplenze da graduatorie d’istituto di terza fascia.

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Premier Matteo Renzi e Ministro Stefania Giannini, tra i due amici chi è l’intruso nel progetto di stabilizzazione del precariato da voi concepito nella Buona Scuola?

Dalle dichiarazioni rilasciate e secondo la logica della Buona Scuola, l’intruso sembrerebbe essere Mattia, poiché non avendo mai insegnato e non vantando alcun servizio non può neppure considerarsi un precario della scuola!

Ma non è così come la logica imporrebbe…

La normativa degli anni passati ha consentito a Mattia l’accesso alle Graduatorie ad esaurimento valide per il reclutamento a scorrimento; viceversa lo stesso diritto è stato precluso a Beppe che nonostante l’abilitazione acquisita ha potuto iscriversi nella seconda fascia delle graduatorie di istituto valide esclusivamente per la nomina di supplenze al massimo annuali da parte dei dirigenti scolastici.

Per la buona scuola l’intruso è Beppe.

Il “regolamento” di questo gioco sulla stabilizzazione del precariato vi sembra corretto?

Oppure non è il caso di apportarvi delle modifiche in nome dell’equità, della giustizia sociale e del rispetto della professionalità e dell’esperienza acquisita da tutti quei docenti abilitati che loro malgrado sono fuori dalle GaE e che tanto hanno speso in favore della Repubblica Italiana?

Per piacere non giochiamo con il futuro delle persone senza considerare le legittime ragioni di tutti i docenti abilitati di seconda fascia!