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Il Governo blocca le immissioni in ruolo degli insegnanti? Alle nomine provvedono le Regioni

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La Giunta provinciale del Trentino ha approvato la delibera, in data 1° luglio 2003, che stabilisce i criteri per le assunzioni a tempo indeterminato degli insegnanti. Le operazioni, probabilmente, saranno effettuate entro il mese di luglio e riguarderanno il 95% dei posti disponibili per le scuole elementari, il 50% delle cattedre libere nelle scuole medie e superiori, la totalità dei posti disponibili per il sostegno nelle scuole elementari e il 60% delle cattedre libere nelle scuole medie e superiori. Infine saranno assegnati per incarico il 95% delle cattedre di religione.

La ridotta percentuale di incarichi che saranno attribuiti il prossimo anno scolastico è dovuta all’accoglimento delle richieste degli iscritti al corso Ssis, tenutosi a Rovereto, che concluderanno l’iter della specializzazione in ritardo rispetto ai tempi previsti.
Come dichiarato dall’Assessore all’Istruzione Claudio Molinari al quotidiano L’Adige del 2 luglio scorso, a firma di Paolo Bari: "Abbiamo cercato di trovare un equilibrio fra esigenze ed interessi contrapposti".

Il 40 per cento delle cattedre rimanenti sarà riservato alle nomine a tempo indeterminato previste per il 2004, come concordato in un precedente incontro con i sindacati.
Il rischio per la continuità degli studi nel Trentino è che gli insegnanti, una volta nominati, chiedano trasferimento nelle rispettive regioni di provenienza. Di fatto, aggirando il blocco delle assunzioni disposto dal Governo.
"Se la situazione non si modificherà a livello nazionale –
commenta l´assessore Molinari – il prossimo anno saremo costretti a rivedere il meccanismo per garantire una perequazione con il resto del Paese. Non dico di bloccare le assunzioni o di chiudere le porte ai docenti di altre zone, ma di introdurre un criterio che salvaguardi la continuità".