Home Personale Il Governo non imbrogli le carte: giù le mani dal salario del...

Il Governo non imbrogli le carte: giù le mani dal salario del personale della scuola

CONDIVIDI
La decisione del Consiglio dei Ministri di oggi di sospendere la restituzione gli scatti di anzianità percepiti da docenti e Ata è un atto dovuto ma non è la soluzione per fermare questa operazione di pirateria politica e contrattuale.
L’iniziativa delle organizzazioni sindacali,la reazione del personale della scuola, le prese di posizioni decise da parte delle forze poltiche, a partire dal neo segretario del PD Matteo Renzi, hanno determinato il dietrofront del Governo.
Sarà sciopero se questa decisione non sarà definitiva e non si estenderà anche al ripristino degli scatti 2012 e 2013 e agli altri tagli delle buste paga dei lavoratori. In assenza di risposte concrete, nelle prossime ore avvieremo le procedure con il tentativo di conciliazione.
I motivi della nostra protesta riguardano anche altre questioni altrettanto gravi che colpiscono il personale della scuola: la restituzione delle posizioni economiche Ata, il mancato pagamento degli stipendi e delle ferie ai supplenti, la riduzione del salario di posizione ai dirigenti scolastici.
Cifre alla mano con le operazioni sopra citate si tagliano quasi 950 milioni di euro alla scuola: 700 milioni per blocco deli scatti 2012 e 2013, 158 milioni per il mancato pagamento delle ferie ai supplenti, e circa 50 milioni per blocco posizioni economiche degli Ata e 16 milioni per blocco del salario dei dirigenti scolastici.
Tutte le forze politiche si sono impegnate davanti al Paese a non tagliare più neanche un euro alla scuola pubblica. Lo stesso impegno era stato assunto dalla Ministra Carrozza. Ma i fatti vanno in direzione opposta con tagli ulteriori, riduzioni dei diritti e blocco dei contratti nazionali
È arrivato il momento di tradurre le dichiarazioni di principio in fatti: bloccare definitivamente il taglio in busta paga, ripristinare gli scatti 2012 e 2013, pagare regolarmente i supplenti e liberare i soldi già stanziati dai contratti nazionali.
Per fare ciò è necessario investire risorse fresche per valorizzare e riconoscere il ruolo sociale svolto da migliaia di docenti e Ata impegnati tutti i giorni a far funzionare il bene più prezioso di un Paese democratico: la scuola pubblica.
Siamo pronti a indire lo stato di agitazione e mobilitazione permanente e di apertura di un serrato confronto nei Collegi Docenti e negli altri Organi collegiali per una valutazione e un’azione conseguente sulla permanenza delle condizioni per l’espletamento delle attività aggiuntive.
Tutto dipenderà, dunque, dalla serietà delle proposte che ci farà il Governo, sperando che la smetta di imbrogliare le carte per imporre di manovra in manovra, di circolare in circolare solo tagli alle retribuzioni e ai diritti.
Ci attendiamo una urgente convocazione da parte della Ministra Carrozza per sapere come intende mettere fine a questo balletto indecente di responsabilità che si scarica sulle condizioni salariali e normative del personale della scuola.