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29.11.2025

Il maestro aggredito dai “maranza” parla in TV: “Colpito di fronte a mia figlia, video sui social è stato violenza”

Il maestro Gianni, intervenuto nella trasmissione Cinque Minuti condotta da Bruno Vespa, ha raccontato i momenti dell’aggressione subita alcune settimane fa davanti alla scuola di Milano frequentata anche da sua figlia. Un episodio che, come raccontato da La Tecnica della Scuola, ha suscitato forte sconcerto nella comunità scolastica e ha riportato l’attenzione sulla sicurezza degli insegnanti fuori dagli istituti.

La dinamica dell’aggressione

L’insegnante stava uscendo da scuola quando tre giovani “di apparente origine nord-africana” lo hanno fermato chiamandolo per nome. “In quel preciso momento stavo uscendo da scuola con la mia bambina…”, ha ricordato. Avvicinatosi pensando volessero informazioni sulla scuola, si è reso subito conto che qualcosa non andava.

La paura per la figlia presente

I tre lo accusavano di aver picchiato il loro nipote. “Io non ho picchiato nessuno”, ha ribadito il maestro, spiegando di non aver avuto “neanche il tempo di parlare” perché i ragazzi hanno iniziato “a inveirmi contro, a darmi appellativi un po’ sgradevoli” e a rivolgergli minacce. Il timore per la figlia è stato immediato: “Ho cominciato a prendere mia figlia e a tenerla bene perché avevo già capito che c’era qualcosa che non andava”, ha detto nel corso dell’intervista.

Il filmato sui social network

Pochi minuti dopo, l’episodio è finito sui social in un video diffuso dal creator Alì, personaggio che il maestro non conosceva. “Questo video è apparso in maniera violenta nella mia vita creando un disagio all’interno della mia famiglia”, ha raccontato. A segnalarglielo, paradossalmente, sono stati i suoi ex alunni ormai adulti.

La vita dopo l’aggressione

La bambina ha assistito alla scena e ne è rimasta profondamente scossa. “Mia figlia era terrorizzata, si nascondeva tra le mie gambe”, ha spiegato il docente a Vespa. Nei giorni successivi lui e la moglie hanno cercato di proteggerla e rassicurarla: “Ci siamo messi… in una sorta di attenzione personale nei suoi confronti”, con giochi, cene in compagnia e momenti di serenità per aiutarla a superare lo spavento.

L’abbraccio collettivo della scuola

Il maestro ha descritto questo periodo come “faticoso”, segnato da shock e preoccupazioni, ma anche da un grande abbraccio collettivo. Il suo rientro al lavoro è coinciso con l’arresto di Alì, che si era reso irreperibile dopo la diffusione del filmato. “La solidarietà delle famiglie… del quartiere, di tutte le persone che mi conoscono è stato un abbraccio grande a cui devo tanto”, ha concluso, ringraziando chi gli è stato accanto.

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