Breaking News
30.09.2025

Il mestiere dei docenti è meno prestigioso e richiede sempre più competenze, eppure l’88% di loro rifarebbe lo stesso lavoro

Il mestiere del docente è attrattivo? Chi è diventato insegnante rifarebbe la stessa carriera? A rispondere a queste domande è stata una ricerca condotta dall’università di Milano Bicocca in partnership con l’istituto IARD e Bolton for Education Foundation, riportata da Il Corriere della Sera.

Prestigio in calo

L’84% degli insegnanti ritiene che negli ultimi dieci anni sia calato il prestigio degli insegnanti, un 2% in più rispetto a dieci anni fa. Sono quasi diecimila gli insegnanti interpellati, 9671 per la precisione in 400 scuole italiane, una delle indagini più ampie e continuative nel nostro Paese: la prima indagine ci fu nel 1990, poi nel ’98, nel 2008 e ora.

I dati evidenziano che sempre più la professione da insegnanti è considerata una funzione sociale che richiede competenze forti, con capacità oggi più che mai rilevanti anche nel sapersi relazionare con i giovani e con i colleghi delle organizzazioni scolastiche. Lo dice il 58% dei docenti, in crescita rispetto al 54% del 2008. Eppure la maggior parte degli insegnanti ritiene che il prestigio della professione sia in calo, e il 15% degli insegnanti in più rispetto a 17 anni fa ritiene che continuerà a diminuire ancora. 

Un dato positivo inaspettato

Nonostante il pessimismo riguardo al futuro riconoscimento della propria professione, gli insegnanti confermano in larga maggioranza che sceglierebbero nuovamente il proprio lavoro anche se potessero tornare indietro (88%), con una convinzione persino maggiore rispetto al passato (+6%).

Questa apparente contraddizione ben si spiega guardando al fatto che oggi, più ancora che in passato, gli insegnanti trovano elevata gratificazione dagli stimoli culturali e professionali intrinseci al loro impiego (+11%)come anche dalla collaborazione con i colleghi (+13%) e dalle relazioni che intrattengono con altri adulti (+12%), nello svolgimento della loro funzione educativa. Particolarmente marcato appare, peraltro, l’aumento nella gratificazione derivante dai rapporti con i genitori degli studenti (+18%), quasi in contrapposizione a una narrazione scolastica in cui i rapporti con le famiglie vengono spesso definiti come difficili o disfunzionali.

Nel 2008, le competenze psicopedagogiche erano considerate molto importanti dal 56% degli insegnanti, adesso dal 69%; 17 anni fa considerava essenziale la conoscenza dei giovani il 54% dei prof, oggi il 67%; e anche la sensibilità d’animo, che nell’ultima ricerca era ritenuta essenziale solo da circa la metà dei docenti, oggi diventa cruciale per sette insegnanti su dieci.

LEGGI ANCHE: In ruolo a 21 anni, all’asilo chiamava la maestra “collega”: “Ho quasi l’età degli alunni, spero sia un vantaggio”

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate