Il mestiere del docente è attrattivo? Chi è diventato insegnante rifarebbe la stessa carriera? A rispondere a queste domande è stata una ricerca condotta dall’università di Milano Bicocca in partnership con l’istituto IARD e Bolton for Education Foundation, riportata da Il Corriere della Sera.
L’84% degli insegnanti ritiene che negli ultimi dieci anni sia calato il prestigio degli insegnanti, un 2% in più rispetto a dieci anni fa. Sono quasi diecimila gli insegnanti interpellati, 9671 per la precisione in 400 scuole italiane, una delle indagini più ampie e continuative nel nostro Paese: la prima indagine ci fu nel 1990, poi nel ’98, nel 2008 e ora.
I dati evidenziano che sempre più la professione da insegnanti è considerata una funzione sociale che richiede competenze forti, con capacità oggi più che mai rilevanti anche nel sapersi relazionare con i giovani e con i colleghi delle organizzazioni scolastiche. Lo dice il 58% dei docenti, in crescita rispetto al 54% del 2008. Eppure la maggior parte degli insegnanti ritiene che il prestigio della professione sia in calo, e il 15% degli insegnanti in più rispetto a 17 anni fa ritiene che continuerà a diminuire ancora.
Nonostante il pessimismo riguardo al futuro riconoscimento della propria professione, gli insegnanti confermano in larga maggioranza che sceglierebbero nuovamente il proprio lavoro anche se potessero tornare indietro (88%), con una convinzione persino maggiore rispetto al passato (+6%).
Questa apparente contraddizione ben si spiega guardando al fatto che oggi, più ancora che in passato, gli insegnanti trovano elevata gratificazione dagli stimoli culturali e professionali intrinseci al loro impiego (+11%), come anche dalla collaborazione con i colleghi (+13%) e dalle relazioni che intrattengono con altri adulti (+12%), nello svolgimento della loro funzione educativa. Particolarmente marcato appare, peraltro, l’aumento nella gratificazione derivante dai rapporti con i genitori degli studenti (+18%), quasi in contrapposizione a una narrazione scolastica in cui i rapporti con le famiglie vengono spesso definiti come difficili o disfunzionali.
Nel 2008, le competenze psicopedagogiche erano considerate molto importanti dal 56% degli insegnanti, adesso dal 69%; 17 anni fa considerava essenziale la conoscenza dei giovani il 54% dei prof, oggi il 67%; e anche la sensibilità d’animo, che nell’ultima ricerca era ritenuta essenziale solo da circa la metà dei docenti, oggi diventa cruciale per sette insegnanti su dieci.