Home Politica scolastica Il Natale e i “fondamentalismi religiosi” a scuola. Una riflessione

Il Natale e i “fondamentalismi religiosi” a scuola. Una riflessione

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I fondamentalismi sono un male. Di qualsiasi religione essi siano.

Ora, dopo il caso di Rozzano, su cui sono già intervenuto con una riflessione a sostegno dell’abolizione de canti religiosi natalizi, si apprende che in FVG, “Il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Rodolfo Ziberna, ha inviato a tutti i dirigenti degli istituti comprensivi della provincia di Gorizia una richiesta di informazioni sull’esposizione di simboli della cristianità e su eventi promossi in occasione delle imminenti festività natalizie.

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A ogni istituto comprensivo – specifica Ziberna – fanno riferimento scuole di diverso ordine e grado: quelle dell’infanzia (asili), primarie (elementari), secondarie di primo grado (medie). Vorrei sapere – aggiunge Ziberna – se ci sono scuole dove siano stati rimossi (ammesso che ciò sia accaduto) simboli della tradizione cristiana (crocifissi, presepi, immagini sacre) e se qualcuno intenda rinunciare a organizzare spettacoli di fine anno perché riferiti al Natale.

Tutto ciò – conclude Ziberna – per promuovere eventualmente un’audizione in VI Commissione consiliare con i dirigenti che dovessero aver assunto queste decisioni.”

Follia pura. Ma come può essere accettata tale ingerenza nella gestione della vita scolastica? Addirittura prevedendo una specifica audizione che pare avere carattere inquisitorio?  E’ auspicabile una presa di posizione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale del FVG. In Italia la religione di Stato non esiste più. Per dispiacere di qualcuno, certo, ma questo qualcuno se ne dovrà fare una santa laica ragione. 

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