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13.12.2025

Il Patto per lo Sviluppo Professionale: la bussola del docente neoassunto 2025/2026

Il percorso di formazione e prova per i docenti neoassunti e per coloro che ottengono il passaggio di ruolo nell’anno scolastico 2025-2026 è incentrato su uno strumento fondamentale di pianificazione: il Patto per lo Sviluppo Professionale. Questo Patto non è solo un atto formale, ma rappresenta lo snodo cruciale tra le esigenze delle nuove professionalità in ingresso e il piano di formazione d’istituto.

La Personalizzazione obbligatoria del percorso

Il Patto viene stabilito dal Dirigente scolastico e dal docente in periodo di prova, i quali devono tenere conto del bilancio delle competenze iniziale, ascoltare il docente tutor e considerare i bisogni specifici dell’istituzione scolastica.

L’obiettivo principale del Patto è fissare gli obiettivi di sviluppo nelle competenze, che spaziano dalla natura culturale, disciplinare e pedagogica, fino a quella didattico-metodologica e relazionale. L’intero processo formativo è costruito sul principio della personalizzazione, essenziale per consentire al docente di usufruire pienamente e in modo coerente dell’offerta formativa disponibile.

A tal fine, il MIM, con nota dell’11 dicembre 2025, raccomanda che il Patto sia focalizzato su azioni formative specificamente mirate al conseguimento delle competenze che il docente in anno di prova non possiede ancora, evitando rigorosamente di includere la ripetizione di laboratori o di percorsi esperienziali già completati in precedenza. L’auspicio è che il percorso formativo concordato possa colmare efficacemente le lacune e potenziare le competenze già acquisite, garantendo un gratificante apporto professionale al termine dell’anno.

Connessione con laboratori e valutazione

Il Patto rappresenta l’enunciazione teorica degli obiettivi da perseguire. La sua realizzazione pratica e concreta avviene attraverso i laboratori formativi, creando una stretta connessione tra pianificazione e azione.

In questo contesto, il Dirigente scolastico svolge un ruolo significativo nel proporre, monitorare e sostenere tutte le attività formative, con particolare riferimento proprio alla stipula del Patto. Il Patto, insieme all’analisi critica delle competenze possedute, concorre alla registrazione dei progressi di professionalità, che saranno poi tracciati nel nuovo bilancio di competenze conclusivo e nel Piano di sviluppo professionale.

Al termine del percorso, il docente, con la supervisione del tutor, traccia un nuovo bilancio di competenze per registrare i progressi, l’impatto delle azioni formative realizzate e delineare gli sviluppi futuri da ipotizzare.

https://www.tecnicadellascuola.it/periodo-di-prova-docenti-neoassunti-come-si-svolgera-nella-s-2025-26-ecco-la-nota-ministeriale

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