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Il problema del vincolo quinquennale

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Sono un’insegnante neoimmessa in ruolo e scrivo a nome di migliaia di docenti facenti parte del gruppo “no al vincolo dei 5 anni insegnanti” e probabilmente di tutti i colleghi che si trovano e si troveranno in futuro nella medesima situazione. 

Vorrei portare alla attenzione di tutti, l’ennesima ingiustizia che si sta perpetrando ai danni dei docenti immessi in ruolo a partire  da quest’anno.Finalmente, dopo anni di sacrifici, di lavoro, di chilometri percorsi per ricoprire incarichi di supplenza, siamo arrivate alla tanto sospirata meta, al traguardo sognato da una vita (molti di noi non sono più giovanissimi e molti come me hanno anche diverse lauree e titoli): l’agognato ruolo.

Purtroppo, però, soltanto pochi docenti avranno la fortuna di essere assegnati ad una sede a loro vicina mentre molti dovranno continuare nei loro lunghi spostamenti per poter raggiungere il posto di lavoro. Ma, a tutto questo, eravamo preparate, la gioia di poter avere finalmente un contratto a tempo indeterminato ci avrebbe fatto superare anche questo ulteriore sacrificio.

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Allo stato dei fatti, però, un traguardo di gioia, quale dovrebbe essere, si sta trasformando in un incubo per molti di noi perché un assurdo ed infame blocco di ben cinque anni ci vincolerà a quella sede difficile da raggiungere che sfortunatamente ci sarà capitata e ci terrà lontane dai nostri affetti, dai nostri figli anche molto piccoli o addirittura disabili (personalmente ho una figlia di 17 mesi e uno in arrivo), dai nostri genitori anziani, ben sapendo di non poter sperare nella mobilità ordinaria e tantomeno di poter richiedere una legittima assegnazione provvisoria che ci avvicini anche temporaneamente a loro. 

Tutto ciò, sta generando un profondo malessere, sta portando in molti casi alla rinuncia del tanto “sospirato ruolo” e la disperazione sta prevalendo su quei diritti che continuano a venire riconosciuti soltanto ad una parte dei docenti, quelli che hanno avuto la fortuna di arrivare al ruolo qualche anno prima di noi. Una disparità di trattamento ingiusta e dannosa che si sta consumando all’interno di una stessa categoria professionale.

I docenti neo immessi, invocano a gran voce un intervento da parte del Ministero dell’Istruzione, una riconsiderazione da parte della Ministra Azzolina affinché questa legge incredibile e molto vincolante decada al più presto e vengano ripristinate le stesse condizioni contrattuali sulla mobilità (trasferimenti, assegnazioni provvisorie, utilizzazioni) che continuano ad interessare tutti i docenti finora già immessi in ruolo DALLE NOSTRE MEDESIME GRADUATORIE DI MERITO, GAE E GM. 

Abbiamo atteso per anni il nostro turno e le condizioni del bando di concorso non erano queste!!!

Questo vincolo è stato giustificato come criterio indispensabile per garantire teoricamente continuità didattica per gli studenti, senza però tutelare l’unità e la continuità della famiglia, dimenticandosi che molti bambini  sono essi stessi anche figli di mamme docenti costrette a lasciarli pur di lavorare. Creando anche divario di opportunità tra uomo e donna. Inoltre è ovvio che tra 5 anni ricomincerebbe l’iter degli spostamenti. 

Confidiamo nel buon senso di questo governo e ricordiamo alla Ministra che dietro le figure dei docenti ci sono storie di vita personali, ci sono madri e padri, figli, mogli e mariti  che hanno una salute fisica, mentale e soprattutto familiare  da tutelare come previsto anche dalla  della nostra Costituzione.

Chiediamo tutele soprattutto per le categorie categorie  protette D. L. g. s. 151/2001 (104/92, 42bis) e chiediamo a gran voce l’abrogazione del D.L. 126/2019 L. 159/2019 art. 1, co. 17 octies e 17 novies.

Risultato fatale anche per la call veloce. Per garantire qualità e continuità didattica l’unico vincolo temporale sensato potrebbe essere imposto solo dopo aver garantito l’avvicinamento di tutti i docenti ai propri affetti.

Serena Bolognini 

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