Il professor Andrea Maggi, star del docu-reality Rai Il Collegio, è intervenuto a tutto campo ai microfoni di Fanpage parlando di vari temi relativi alla scuola: dai docenti influencer fino all’educazione sessuale e al consenso informato da parte dei genitori.
Intanto, ecco una frecciatina ad altri docenti famosi come lui o di più: “Certo, vedo tantissimi colleghi insegnanti, soprattutto sui social, che sono diventati delle star e si credono veramente divinità. Poi molti di loro, nonostante quanto dicono, hanno quasi abbandonato la scuola, ma fingono di andarci. Secondo me questo significa ingannare il pubblico. Credono di essere veramente delle dive, prime donne. Ecco, io non voglio fare quella fine”.
Maggi ha poi riflettuto sulla perdita di autorevolezza dei docenti: “A scuola, nella scuola vera, ci sono insegnanti che fanno tanto tutti i giorni e in silenzio ed è qui che risiede la forza della scuola. Metterla in discussione con certi atteggiamenti mi sembra del tutto immeritato, un’offesa alla categoria. La figura dell’insegnante ha subito una svalutazione, un’inflazione a livello sociale impressionante. Anche perché le graduatorie aumentano e quindi si sono aperte le porte anche a molti candidati che il titolo non ce l’hanno e questo ha anche inquinato la categoria. Il problema è che spesso l’insegnante diventa un mestiere di ripiego, la scelta di emergenza e questo ha contribuito anche ad abbassare il prestigio dell’insegnante a livello sociale”.
C’è un velo di pessimismo nelle sue parole: “Secondo me finché la scuola, come adesso, è considerata un parcheggio, per il parcheggio bastano i posteggiatori. Nel momento in cui la scuola ricomincerà a diventare un punto di riferimento per l’istruzione, la formazione e la cultura, allora ci sarà bisogno di professionisti competenti. Quindi nel momento in cui cambiamo marcia e trasformiamo la scuola in quello che dovrebbe essere, cioè istituzione votata all’istruzione e alla conservazione, alla divulgazione della cultura, allora i nodi verranno al pettine e gli competenti dovranno essere ricollocati, andranno valorizzati gli insegnanti che sanno fare il proprio mestiere. C’è un solo modo per fare questo passaggio, ci vogliono grandissimi investimenti. I Governi dovranno da qui in poi dedicare molti più fondi e contributi alla scuola perché, così com’è, non sono sufficienti”.
Infine, Maggi ha detto la sua sul Ddl Valditara sul consenso informato: “Dal mio punto di vista è controintuitivo aspettare che una famiglia ti dia il consenso per sviluppare i programmi di educazione all’affettività e di educazione sessuale. Come direbbero i ragazzi, è ‘cringe’. Spesso sarebbero gli stessi genitori a dover frequentare corsi di educazione sessuale, di educazione all’affettività, perché a giudicare dalle foto che si vedono di alcuni genitori in bagno e in ascensore, non hanno consapevolezza del rapporto che hanno con la loro persona e nemmeno con gli altri”.