Home Politica scolastica In Lombardia è emergenza posti. Cisl all’attacco

In Lombardia è emergenza posti. Cisl all’attacco

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Forti criticità stanno facendo scoppiare una emergenza  posti in Lombardia e la Regione si prepara ad affrontare l’inizio dell’anno scolastico, il prossimo 12 settembre, in maniera decisamente più difficile rispetto agli altri anni.

Secondo la CislScuola, riporta il Corrire della Sera, tre soprattutto sarebbero le criticità riscontare: centinaia di professori che avevano accettato una cattedra ma che, scoperto l’errore dell’algoritmo, sono dovuti andare altrove; il 15% delle scuole senza dirigente titolare; e ben 2,4 alunni disabili per ogni insegnante di sostegno che alla viglia dell’anno scolastico 2016-2017, il primo dopo l’approvazione della «Buona scuola», fa una «valutazione non positiva», e non tanto sulla legge approvata dal Parlamento, «della quale abbiamo sottolineato alcune parti critiche al momento del dibattito in aula, quanto soprattutto sulla gestione della sua applicazione».

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Caos e trasferimenti. «Dopo l’inserimento, a metà anno, degli insegnanti di discipline non necessarie nelle scuole allo scopo evidente di svuotare le graduatorie- fa sapere la Cisl- che ha determinato la necessità di riprogrammare alcune attività, tutta la parte riguardante la mobilità è stata un vero e proprio caos». Il sistema informatico del ministero infatti, di fronte alla complessità della situazione non ha funzionato ed ha determinato lo spostamento di personale da una parte all’altra dell’Italia «senza nessun criterio» e «con errori macroscopici». Tutto questo ha generato una serie di richieste di conciliazione per correggere gli errori del sistema: «Più di 5.000 sul territorio nazionale», di cui il 40% accolte: e, «com’è ovvio, correggere adesso significa dire a qualcuno che aveva già accettato una cattedra di andarsene da un’altra parte».

 

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Caos e ritardi: non solo quelli relativi al concorsone, che determineranno un’ondata di supplenti nelle scuole, c’è anche la questione relativa ai dirigenti scolastici, che sono stati impegnati nella cosiddetta «chiamata diretta degli insegnanti» durante il mese di agosto, con i docenti assunti nell’ultima tornata che hanno dovuto presentare il curriculum ai dirigenti, «determinando enormi problemi per le ferie del personale, dirigenti compresi»

La questione dei dirigenti, secondo CislScuola, è particolarmente drammatica: sono centinaia le sedi in tutta Italia che non hanno un preside di riferimento: mancano 1700 reggenze, mentre in Lombardia l’anno scolastico si apre con il record delle 15 % di scuole che non hanno ancora un dirigente titolare, «metà Italia deve ancora adeguarsi alla norma – denuncia il sindacato – e continua a funzionare senza gli istituti comprensivi ma con le direzioni didattiche e le scuole media con dirigenze autonome, che non solo significa più costi ma anche personale concentrato in alcune aree». Uno squilibrio troppo grande, quello degli organici, per passare inosservato: «Per la scuola questa è una grande questione nazionale che va guardata con molta attenzione e corretta al più presto», e risolverla significherebbe «qualità scolastica, continuità didattica e garanzia di un miglior funzionamento del servizio oltre che operare con giustizia ed equità».

Sentito e denunciato dal sindacato  il rapporto medio alunno disabile-insegnante di sostegno in Lombardia. Qui infatti è di un prof per 2,4 studenti, in Sicilia è di uno a uno ed anche meno: «Al governo che lavora su un doppio livello, grandi proclami di rinnovamento e modernità affiancati da risibili interventi ad hoc, chiediamo meno attenzione all’immagine e più ai problemi veri», dice dunque la Cisl, perché «avere una scuola davvero buona è interesse di tutti». Da qui l’invito ai parlamentari e i consiglieri regionali «ad attivarsi facendo tutte le pressioni necessarie perché venga ridotto il taglio ai posti in Lombardia». Un appello che sarà rilanciato il 7 settembre con una giornata di mobilitazione nazionale.