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In Tirolo si chiede di far parlare gli alunni in tedesco pure a ricreazione

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Sta suscitando polemiche l’e-mail inviata dalla giunta comunale di Bolzano ai docenti per invitarli ad adoperarsi per l’utilizzo esclusivo del tedesco anche durante la ricreazione.

Il motivo è presto detto: migliorare l’apprendimento della lingua fra i figli di immigrati.

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A descrivere i fatti è l’Ansa. Eccoli.

“Wörgl è una graziosa e tranquilla cittadina di 16.000 abitanti, che negli ultimi anni, anche a causa della sua vicinanza al confine con la Baviera, ha registrato un significativo aumento di migranti e profughi, che in alcune scuole elementari ormai superano il 50% degli alunni. Da tempo i Freiheitlichen, partito di destra del defunto leader Jörg Haider, spingono per bandire dai cortili la madrelingua di questi bambini”.

“Iniziative simili – continua l’agenzia di stampa- si registrano anche in altre zone dell’Austria, ma se finora sono sempre fallite per l’impossibilità di imporre alle scuole un divieto di lingue straniere nei cortili. Per questo motivo a Wörgl, dove i Freiheitlichen dopo i popolari della Övp sono il secondo partito, il Comune si è limitato a formulare un “invito” agli insegnati, provocando comunque un bel polverone”.

 

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Perché molti degli insegnanti contattati non si dicono d’accordo con la richiesta comunale: “a mio avviso, è un diritto umano che un bambino durante la ricreazione possa comunicare nella lingua dei suoi genitori, soprattutto visto che durante la lezione si parla comunque solo tedesco”, ha detto Isabella Mölk della Volksschule 1 alla Tiroler Tageszeitung.

Il Comune si difende affermando, che non si tratterebbe di un provvedimento discriminatorio, ma a favore dell’integrazione, perché attualmente i bambini con background migratorio durante la ricreazione fanno gruppo e si isolano dai bambini di madrelingua tedesca. Il Comune ricorda anche che da quest’anno in tutti gli asili operano degli insegnati di lingua.

Eppure, anche secondo l’assessore tirolese all’istruzione Beate Palfrader (Övp) l’autonomia delle scuole non va toccata. “Dobbiamo smetterla di dare consigli alle scuole, che sanno meglio di noi cosa fare”, commenta. “Dobbiamo anche smetterla – dice ancora l’assessore al giornale tirolese – di discriminare alcune persone. Teniamo sempre presente, che la varietà culturale è anche una grande opportunità”.

 

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