Nell’anno scolastico 2024/2025, l’inclusione scolastica in Italia segna un nuovo record numerico, confermando un trend di crescita che non si arresta da un decennio.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, presentati nel report “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità – Anno scolastico 2024-2025“, gli alunni con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado hanno raggiunto quota 377mila, con un incremento di 18mila unità (+5%) rispetto all’anno precedente. In soli dieci anni, la loro presenza è quasi raddoppiata, passando dal 2,6% al 4,8% del totale degli iscritti.
Questa crescita esponenziale non è solo un dato demografico, ma il risultato di una maggiore capacità diagnostica, di una crescente domanda di assistenza da parte delle famiglie e di una sensibilità più spiccata del sistema scolastico verso l’inclusione. Tuttavia, a fronte di numeri così importanti, il sistema mostra luci e ombre sul piano dell’efficacia del supporto.
Le risorse umane sono in aumento: gli insegnanti per il sostegno sono oltre 261mila, con un incremento del 6% rispetto allo scorso anno. Un dato particolarmente positivo riguarda la qualità della formazione: in cinque anni, la quota di docenti specializzati è passata dal 63% al 78%. Nonostante questo progresso, restano circa 57mila docenti che operano senza una formazione specifica, una carenza che si concentra soprattutto al Nord (32% dei casi) rispetto al Mezzogiorno (11%).
Il rapporto alunno-insegnante (1,4 nelle scuole statali) appare migliore di quanto previsto dalla legge, ma la gestione burocratica delle nomine continua a penalizzare l’avvio delle lezioni. All’inizio dell’anno scolastico, oltre il 22% dei docenti non era ancora stato nominato, e un mese dopo il 10% dei posti risultava ancora vacante.
Il vero “tallone d’Achille” del sistema resta la stabilità del rapporto educativo. Il 59,7% degli alunni con disabilità ha dovuto cambiare insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente. In alcuni contesti, come la scuola dell’infanzia, la discontinuità raggiunge vette del 70%. Questo continuo ricambio mina la possibilità di costruire percorsi educativi solidi e coerenti, costringendo le famiglie e gli studenti a ricominciare da capo quasi ogni anno.
Il rapporto evidenzia come le disabilità intellettive e i disturbi dello sviluppo psicologico siano le condizioni più diffuse, coinvolgendo ciascuna il 36% degli alunni. Si conferma inoltre una marcata differenza di genere: tra gli alunni con disabilità si contano 236 maschi ogni 100 femmine, in linea con la maggiore diffusione tra i ragazzi dei disturbi del neurosviluppo.
Oltre ai docenti, crescono anche gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (+7%, per un totale di 85mila). Tuttavia, la domanda non è pienamente soddisfatta: oltre 18mila studenti che ne avrebbero bisogno non ricevono il supporto di un assistente o di una figura dedicata all’igiene personale.
Anche sul fronte tecnologico c’è ancora molta strada da fare. Sebbene il 76% delle scuole disponga di postazioni informatiche adattate, la dotazione è spesso insufficiente: ben il 65% degli istituti segnala la necessità di postazioni aggiuntive, con una carenza più accentuata nelle regioni del Mezzogiorno (75%).
In sintesi, la fotografia dell’ISTAT per il 2024/2025 restituisce l’immagine di una scuola italiana che accoglie sempre di più e con risorse crescenti, ma che fatica ancora a garantire quella stabilità e quelle infrastrutture necessarie per trasformare l’inserimento in una vera e propria inclusione di qualità.