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10.12.2025

Indicazioni Nazionali, alla base il principio “non multa, sed multum”: non insegnare tante cose ma essenziali conoscenze

Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, pubblicato il testo sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il documento viene introdotto da una premessa e da obiettivi generali che rendono esplicita la filosofia degli autori.

Le Indicazioni Nazionali, a partire dal contesto strutturale del curricolo, introducono un cambio di paradigma incentrato sulla valorizzazione delle conoscenze come base fondamentale per lo sviluppo delle competenze definite nel Profilo dello studente.

L’Organizzazione del Curricolo

Le Indicazioni Nazionali propongono un cambio di paradigma che riporta al centro la valorizzazione delle conoscenze come base fondamentale per lo sviluppo delle competenze definite nel Profilo dello studente. L’istituzione scolastica, tramite il lavoro collegiale dei docenti, è chiamata a progettare, attuare, monitorare e valutare il curricolo verticale d’istituto, inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).

Il principio guida per la costruzione del curricolo è il latino “non multa, sed multum”. Questo significa che gli insegnanti devono concentrarsi non sull’insegnare una grande quantità di nozioni non sempre comprese, ma su poche e essenziali conoscenze, che devono essere approfondite con accuratezza e tramite esperienze di apprendimento. Queste conoscenze essenziali devono essere rilevanti sul piano culturale, significative sul piano scientifico ed essenziali sul piano formativo.

Il dispositivo del curricolo risponde a quattro domande fondamentali per la progettazione didattica:

  1. quali obiettivi conseguire?
  2. quali esperienze allestire?
  3. come organizzarle efficacemente?
  4. come accertare il raggiungimento degli obiettivi?

Gli insegnanti sono considerati i “costruttori” e i “realizzatori” di un “curricolo reale, vissuto”, che integra le Indicazioni Nazionali (il curricolo formale), il “curricolo familiare e comunitario” (implicito, portato dagli studenti), e il curricolo d’istituto, al fine di soddisfare i bisogni formativi degli studenti.

La valutazione

La valutazione nel primo ciclo è vista come un processo educativo di grande rilevanza: complesso, dinamico, collegiale e multidimensionale. È definita come un atto pedagogico e culturale che pone al centro la valorizzazione e il riconoscimento dell’unicità degli allievi. La sua funzione non si esaurisce nel misurare ciò che gli studenti sanno fare, ma mira a far emergere i loro progressi, le criticità e le potenzialità inespresse.

È essenziale distinguere tra:

  • Valutazione Formativa: Un processo continuo e integrato nell’insegnamento che monitora l’apprendimento in itinere per fornire supporto e orientamento.
  • Valutazione Sommativa: Interviene al termine di periodi specifici per tracciare un bilancio complessivo delle competenze acquisite.

La valutazione è considerata formativa anche per il docente, poiché funge da fonte per regolare la propria didattica e ricevere feedback sul proprio operato. L’obiettivo principale è evitare di cadere in una logica puramente sommativa e selettiva.

Gli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA), che indicano risultati più circoscritti, devono essere resi operativi e tradotti in prove concrete con criteri chiari affinché possano essere valutati.

Per una valutazione efficace, è cruciale l’uso della documentazione e dell’osservazione, che consentono di raccogliere e organizzare dati basati su indicatori specifici. L’uso di strumenti adeguati, come rubriche e griglie di osservazione, supporta la definizione di criteri intersoggettivi e trasparenza. Questo processo collegiale, basato sulla documentazione e su criteri condivisi, assicura equità e coerenza, promuovendo una cultura valutativa basata sulla corresponsabilità.

La figura del docente come “magister”

Gli insegnanti sono considerati il fulcro della trasmissione del sapere e della formazione della persona. Il termine “insegnante” è collegato a “magis (da cui magister)”, che significa ‘di più’, indicando la capacità del docente di essere il volano del desiderio di apprendere dell’allievo. La funzione di “guida” (magister) è fondamentale affinché il desiderio dell’allievo si orienti verso le esperienze e i contenuti del curricolo.

Il rispetto verso gli insegnanti è un valore sottolineato con forza: offendere un insegnante o un dirigente scolastico è un segno preoccupante di un cedimento valoriale della fiducia dovuta all’istituzione culturale più importante del Paese. Il principio maxima debetur puero reverentia (massimo rispetto è dovuto al fanciullo) si estende a “maxima debetur magistro reverentia” (massimo rispetto è dovuto al maestro).

Le parole di Valditara

“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino”: con queste parole il ministro Valditara ha annunciato in queste ore di aver firmato ieri, 9 dicembre, il decreto sulle Nuove Indicazioni nazionali.

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