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Aggiornato il 03.10.2025
alle 18:41

Indicazioni nazionali, Fiorin: “Il Consiglio di Stato corregge errori linguistici, mentre il Ministro esalta l’importanza della grammatica” [INTERVISTA]

Continua a far discutere la decisione del Consiglio di Stato di sospendere il parere sul testo delle Nuove Indicazioni Nazionali.
In questa circostanza ne parliamo con il professore Italo Fiorin, già docente universitario di pedagogia sociale e ora presidente della scuola di alta formazione “Educare all’incontro e alla solidarietà” della Università LUMSA di Roma.
Negli anni passati Fiorin aveva lavorato direttamente anche alle Indicazioni del 2007 (era stato il coordinatore della Commissione di lavoro) e del 2012 in qualità di coordinatore del Comitato scientifico.

Professore, iniziamo subito con una questione che ha colpito molti osservatori; il Consiglio di Stato ha formulato molti aspetti ma ha evidenziato anche degli errori un po’ clamorosi, persino errori di punteggiatura e di ortografia. Cosa ne pensa?

Certamente si tratta di rilievo sconcertante anche se non sostanziale. Un testo che ambisce ad essere un documento di riferimento e di valore normativo è stato presentato da un linguaggio sciatto e non privo di errori.
La cosa suona ironica se si pensa all’enfasi che viene spesa da questo ministro e dai suoi collaboratori nella esaltazione della grammatica come madre di tutte le discipline.

E, a proposito del tema del linguaggio, non dimentichiamo che proprio in queste ore il Ministro ha parlato dello spontaneismo espressivo che imperversa già dai tempi di De Mauro e che avrebbe provocato un indebolimento dell’insegnamento della grammatica. Forse non sarebbe male se il Ministro prestasse attenzione allo spontaneismo grammaticale di ciò che esce dal suo “palazzo”. Non crede?

Direi proprio dì; e forse sarebbe bene che lui stesso moderasse lo spontaneismo delle sue reazioni perché l’effetto che certe dichiarazioni ottengono è a dir poco risibile.
Certo sono situazioni di fronte alle quali si resta sconcertati ma anche rattristati, perché mi sembra che siamo di fronte a persone non all’altezza del loro compito.

Il Ministro ha detto che il documento del Consiglio di Stato rientra nella normale interlocuzione fra organi diversi dello Stato. Che ne dice?

Mi sembra fino troppo facile ironizzare sull’idea che quello che sta succedendo è normale. Il Ministro ha scritto un libro proprio nel sottotilo parla di “paese normale”.
Allora, sarebbe bene capire quale sia l’idea di normalità che ha il Ministro perché a me sembra che i rilievi del Consiglio di Stato non riguardano solo la sciatteria linguistica ma anche questioni di sostanza di non poco conto.

Per esempio?

Il Consiglio di Stato pone una questione decisiva e chiede di motivare perché la riforma venga presentata come una necessità, per così dire, epocale. Quali sono i cambiamenti ordinamentali ma anche socio-culturaliche che rendono necessari non un aggiustamento, non una comprensibile innovazione, ma una riformulazione radicale? Io credo che non sarà facilissimo rispondere alle richieste del Consiglio di Stato, ma lo vedremo.

C’è però da dire che le Indicazioni nazionali in vigore vanno comunque riviste perché dal 2012 ad oggi è passato parecchio tempo e abbiamo atttraversato anni di cambiamenti continui e intensi. E’ d’accordo? E quindi in quale modo possono o devono essere riviste le Indicazioni?

A mio parere, anche guardando come sono andate le cose fino ad ora, ci sono due modi per cambiare le indicazioni.
Uno lo definirei metodo della continuità migliorativa che significa tenere conto di quello che è stato fatto cercando poi di inserire elementi innovativi in relazione ai cambiamenti che sono intervenuti. L’altro metodo è quello del punto e a capo che non fa altro che falsificare quello che è stato fatto,falsificando però anche il lavoro stesso della scuola.
Ma io credo che che con il “punto e a capo” non si vada molto lontano. Penso invece che si possa fare molta strada cercando di mettere insieme esperienze e posizioni culturali diverse. Le diversità di esperienze e di idee se vengono inserite in un disegno condiviso diventano un grande arricchimento.

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