In Ucraina, l’inizio del nuovo anno scolastico è segnato da una realtà difficile: l’educazione è costretta a svolgersi in condizioni straordinarie a causa dei continui attacchi e allarmi aerei russi. Molti bambini, in particolare nelle regioni più colpite, sono costretti a frequentare le lezioni in rifugi sotterranei, trasformando seminterrati in aule didattiche per garantire la continuità dell’apprendimento. Lo riportano La Repubblica e Il Sole 24 Ore.
Un esempio emblematico di questa situazione è la scuola di Bobryk, una piccola cittadina nella regione settentrionale di Sumy. Qui, per il secondo anno consecutivo, i circa 100 studenti sono costretti a studiare in un seminterrato, una decisione presa a causa della vicinanza (circa 400 metri) tra la scuola e il rifugio.
Un’altra storia è quella di Maria, 6 anni, è quella di tanti bambini di Kharkiv al loro primo giorno di scuola: le lezioni si tengono tre piani sotto terra. “Quest’anno circa 17 mila bambini possono finalmente frequentare di persona” spiega il sindaco, Ihor Terekhov. “Non era mai stato possibile dall’inizio della guerra. Abbiamo costruito sette scuole, vere e proprie scuole sotterranee, e trasformato sei stazioni della metropolitana in aule. Stiamo costruendo altre scuole sotterranee che speriamo di aprire dal 1° gennaio”.
Una volta entrati in scuole del genere, si fanno tre piani di scale per scendere e arrivare in classe. “Non ci aspettavamo fosse possibile quest’anno, ero disperata”, ha detto una mamma. “Volevo che mia figlia potesse frequentare una scuola normale, fisica”.
Il preside, Oleksii Korenivskyi, sottolinea l’importanza cruciale di questo sforzo educativo: “Dobbiamo fare tutto il possibile affinché questa generazione non vada perduta. Questo è il nostro futuro”. Il suo sogno è che questi giovani possano un giorno ricostruire lo Stato, mettendo a disposizione il loro talento e la loro conoscenza. Tuttavia, la comunità ha già visto circa il 10% degli studenti lasciare la città dall’inizio dell’invasione su larga scala, e altri continuano a partire.
Per molti studenti, studiare sottoterra è diventato una routine. Vlada, una quindicenne che presto si trasferirà in Austria con il fratello di 11 anni, preferisce chiaramente l’apprendimento in cantina rispetto a quello online, trovandolo un’opzione migliore. Questa scelta riflette la ricerca di un senso di normalità e la possibilità di interazione diretta, anche se in un ambiente insolito e precario. La situazione attuale evidenzia la resilienza di studenti e insegnanti che, nonostante le avversità, si impegnano per preservare il diritto all’istruzione.