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26.03.2026

Insegnante accoltellata, Galiano: “Siamo lasciati soli, ammettete che la scuola non è una priorità. Sì a corsi obbligatori per genitori”

Il caso della docente di 57 anni accoltellata da uno studente fuori da scuola in provincia di Bergamo ha provocato tantissime reazioni sgomente. L’ultima in ordine di tempo è quella di Enrico Galiano, docente e scrittore, che ha pubblicato un video su Facebook.

Lo sfogo di Galiano

“Siamo lasciati da soli”, ha esordito amaramente. “Mi fanno arrabbiare quelli che dicono che bisogna inasprire le pene. Negli Stati Uniti è dal 1999 che hanno messo i metal detector a scuola. Ma non è cambiato niente. Voi non avete idea di cosa vuol dire stare in classe con 25 adolescenti, sennò non parlereste così”.

“E non è una questione di adesso, se ne parla da tanto, ne parlano i neuropsichiatri. Le cose sono due. O ammettete “a noi della scuola non interessa, non è una nostra priorità’, oppure fate davvero qualcosa e ci mettete in ogni scuola uno psicologo specializzato che sta lì a intercettare queste cose. Il tema non è perché è successo, ma da quanto tempo stava succedendo. Poi, un’ora a settimana in cui si impara l’affettività e le emozioni con personale specializzato e corsi per i genitori obbligatori per quelle famiglie che magari ricevono una segnalazione. Per prevenire il problema bisogna riconoscerlo prima. Dopo è troppo tardi. Altrimenti è evidente che ci volete lasciare da soli”, questo il suo sfogo.

L’annuncio di Valditara

Proprio oggi il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato: “Abbiamo introdotto sia nell’educazione civica sia nei nuovi programmi l’educazione al rispetto, alle relazioni, alla empatia. Importanti sono anche le norme contro il bullismo e abbiamo stanziato 20 milioni di euro per una campagna di aiuto psicologico per i ragazzi: cinque sedute gratuite con un professionista”.

La lettera del ragazzo

Emergono anche inquietanti dettagli su cosa è passato per la mente del ragazzo prima di fare quello che è sembrato un gesto premeditato.

Il ragazzo si sarebbe presentato a scuola in mimetica e con una maglietta con scritto vendetta, prima di entrare a scuola e attivare una live su Telegram e riprendere l’aggressione brutale. Proprio su un canale Telegram il 13enne aveva annunciato il gesto con una lunga lettera in cui si descrivono le motivazioni anche in maniera piuttosto lucida.

Le dinamiche dell’aggressione

“L’aggressione è avvenuta prima delle otto, davanti all’istituto comprensivo del comune in provincia di Bergamo”, si legge su La Repubblica, “una professoressa è stata ferita a coltellate da uno studente. È stata subito soccorsa, poi è stata trasferita in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo“. La vittima, scrive ancora il quotidiano, “sarebbe una insegnante di francese di 58 anni: è in codice rosso”. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine, già all’opera per chiarire i fatti. “Sul posto sono arrivati subito anche i carabinieri e gli agenti della polizia locale, che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’aggressione e capire i motivi che hanno portato il ragazzo ad aggredire la docente”.

Le parole di Valditara

Sulla vicenda è arrivato a stretto il commento del ministro Valditara, in missione a Parigi. “Quanto accaduto in provincia di Bergamo, presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola”. “Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani”.

Gli aggiornamenti sulla salute della prof

“Ho parlato con l’ospedale di Bergamo: l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita“, ha detto il ministro. “Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei Ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei Ministri dei Paesi convenuti. L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale. Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico“.

Oggi, 26 marzo, in mattinata, la docente è uscita dalla terapia intensiva dopo l’operazione di ieri. Questa mattina è stata trasferita in reparto, come riportato da Ansa.

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