Incrementare la quota dei posti destinati alle immissioni in ruolo per gli insegnanti di religione cattolica dal 70 al 95%, e prevedere l’assunzione a tempo indeterminato per i docenti con più di 36 mesi di servizio nelle scuole private. Sono le richieste dell’Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, confluite in un emendamento al Decreto legge 170/2026, attualmente in discussione in Parlamento, presentato dai senatori Bucalo, Pogliese e Russo. Il tema è stato al centro del convegno “Scuola, inclusione e povertà educativa. Scuole paritarie e futuro degli insegnanti di religione cattolica”, che si è svolto mercoledì 22 ottobre presso l’istituto comprensivo Campanella-Sturzo di Librino, a Catania, organizzato proprio dall’Anief insieme a Eurosofia, alla presenza di rappresentanti istituzionali, sindacali e della categoria Irc.
L’incontro, moderato dal redattore della Tecnica della Scuola Valerio Musumeci, è stato aperto dai saluti della dirigente scolastica del Campanella-Sturzo, Graziella Orto, che ha messo a disposizione l’aula magna dell’istituto per l’iniziativa. I saluti istituzionali sono stati affidati all’assessore comunale all’Istruzione, Andrea Guzzardi, e agli onorevoli Salvo Pogliese (Fratelli d’Italia), Ketty Damante (Movimento Cinque Stelle), Marco Falcone (Forza Italia) e Anthony Barbagallo (Partito Democratico). Ciascuno ha illustrato le azioni messe in campo per i docenti di religione cattolica dai rispettivi partiti di maggioranza e opposizione, convenendo sulla necessità di dare risposte a una componente significativa del settore istruzione, che rivendica di avere molte questioni aperte.
“Dalla legge 186 del 2003, prima dell’intervento dell’Anief, tutto era bloccato”, ha detto infatti Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, durante il suo intervento. “Da quando Anief è organizzazione rappresentativa, abbiamo fatto scorrere le graduatorie del concorso 2003 (ferme dal 2007), fatto bandire un concorso riservato ai triennalisti precari per doppio canale di reclutamento, fatto aumentare il numero di immissioni in ruolo rispetto al turn over e fatto risarcire centinaia di precari (o già precari) con migliaia di euro, dopo la vittoria in Corte di giustizia europea”. Mirisola cita in particolare “i 94 mila euro assegnati a un docente di religione con 22 anni di servizio da supplente“, sottolineando che non tutti i problemi sono risolti, ma che “quand’è buio, un fiammifero ti consente di vedere gli scalini e non cadere”.
A portare la voce della Chiesa è stato don Alberto Gastaldi, responsabile del Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica della Cei, Conferenza Episcopale Italiana. “La prima notizia che posso dare è che papa Leone sta bene ed è pieno di energia“, ha detto il religioso, che in mattinata ha incontrato in Vaticano il Santo Padre. “La Cei ha un’attenzione particolare per la categoria degli Irc, sia sul piano normativo che della formazione. Con le istituzioni italiane c’è un dialogo costante, per favorire soluzioni che possano venire incontro alle loro esigenze“. Un messaggio per un giovane che decide di iniziare il percorso di insegnante di religione cattolica? “Posso dire che l’insegnamento è un’avventura meravigliosa, che va vissuta a pieno perché permette ai docenti di crescere insieme ai ragazzi”.
A intervenire sul rapporto tra docenti e studenti, e in generale tra adulti e giovani, è stato Antonino Sapuppo, direttore dello Studio Teologico San Paolo, Ordinario di Teologia Morale e Bioetica. “Occorre ripartire da concetti semplici, come quello di alzarsi in piedi quando entra il docente“, ha detto. “Prima ancora che una forma di rispetto è un saluto, un riconoscimento dell’altro, che nella situazione che stiamo vivendo è estremamente importante”. L’intervento ha toccato anche il rapporto con i social e le nuove tecnologie, al centro del dibattito pubblico di queste settimane. “Si tratta di una questione centrale, che tocca il tema dell’immagine che si ha di sé e del rapporto con il prossimo. Su questi argomenti occorre una grande attenzione, e i docenti di religione possono fare molto”.
Tanti i relatori che si sono susseguiti al tavolo, esplorando vari aspetti dell’insegnamento della religione cattolica e innescando un vivace dibattito. Da Anna Maria Di Falco, dirigente del Valdisavoia di Catania, che ha relazionato sulle scuole pubbliche paritarie, dalla libertà educativa al diritto alla scelta, a Mirko Viola, segretario del movimento Cittàinsieme, che si è concentrato sulle politiche per una scuola e una società più inclusive, passando per Michela D’Oro, dirigente dell’Istituto Ventorino di Catania, che ha parlato della scuola paritaria come possibile risposta alla povertà educativa, e per Barbara Condorelli, direttrice del coordinamento regionale per l’insegnamento della religione cattolica in Sicilia, che ha raccontato continuità, cambiamenti e prospettive dell’Irc nei documenti della Cei dal 1991 al 2025.
E ancora, sono intervenuti Moira Pattuglia, coordinatrice nazionale delle politiche Irc Anief, che ha discusso lo stato attuale delle assunzioni a tempo indeterminato Irc e le proposte politiche del sindacato, Walter Miceli, avvocato del Foro di Palermo, che ha discusso del risarcimento danni per l’abuso dei contratti a termine. Le conclusioni sono state affidate a Carmelo Mirisola, coordinatore nazionale sezione docenti Irc Anief, che ha tirato le somme dell’incontro sollecitando maggiore attenzione per la categoria, e invitando a non lasciare soli i colleghi. “Per difendere la nostra categoria serve la rappresentanza. Come sindacato stiamo portando avanti tante proposta, grazie all’impegno dei vertici nazionali. È importante avere una voce forte, per far sì che le istituzioni abbiano contezza delle nostre problematiche“.