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29.07.2025

Insegnare a nuotare a scuola con lezioni condotte dagli stessi docenti di scienze motorie: la proposta del pediatra

Insegnare a nuotare a scuola: secondo il pediatra Italo Farnetani si tratta di qualcosa di fattibile. A dirlo lo stesso esperto ai microfoni del Quotidiano Nazionale. “La scuola è il luogo ideale per imparare”, ha detto il dottore, che ha parlato di “convenzioni con le piscine del territorio per portare gli studenti a lezioni di nuoto”.

Da dove viene questa necessità? Alcuni dati: solo un bambino su tre sa nuotare in sicurezza per affrontare eventuali emergenze. “L’amministrazione pubblica dovrebbe farsi carico di questa forma di prevenzione”, questa l’opinione del pediatra.

Le lezioni di nuoto dovrebbero essere disponibile per tutti?

In Italia, “secondo le ricerche che ho fatto in questi anni – sottolinea il pediatra – solo un bambino o un adolescente su tre, il 30% sa nuotare in sicurezza tanto da affrontare eventuali difficoltà. Il restante 70% non è sicuro in acqua: un altro 30% sa solo galleggiare, ancora un 30% sa spostarsi in avanti, mentre il 10% sa stare a galla ma solo in piscina. Sono dati allarmanti perché ci indicano diversi milioni di bambini adolescenti che sono a rischio annegamento”.

Analizzando i dati dei decessi da annegamento, ha aggiunto, “si nota che il maggior numero di vittime tra bambini adolescenti appartiene a famiglia con fragilità sociale soprattutto con genitori stranieri. Ma i corsi, in cui si può imparare a nuotare in modo efficace per acquisire sicurezza in acqua, sono in genere gestiti da associazioni private o comunque a pagamento e alcune famiglie sono costrette a rinunciare a iscrivere i bambini. Questi piccoli sono quelli più esposti all’annegamento”.

“È una situazione che di cui amministrazione pubblica si deve fare carico. La scuola è la più indicata a sopperire a questa necessità”. Per farlo, “all’inizio dell’anno scolastico, è la mia proposta, gli istituti potrebbero attivare convenzioni con piscine pubbliche e private e – in modo organizzato e con tutte le norme di sicurezza – fare lezioni di nuoto, magari condotte anche dagli stessi docenti di scienze motorie. I bambini, considerando che il nuoto è uno degli sport più amati, avrebbero anche un approccio maggiormente positivo nei confronti della scuola e, inoltre, si favorirebbe anche l’integrazione”, ha concluso.

Come fare?

Per quanto si tratti sicuramente di un’idea nobile, resta da capire come inserire queste eventuali ore di nuoto all’interno del monte ore di ogni classe. Molti docenti, inoltre, si lamentano di come ogni problema venga delegato alla scuola.

Fioccano infatti spesso varie proposte di contenuti da inserire a scuola: educazione finanziaria, educazione affettiva e sentimentale, educazione alle relazioni. Ma la scuola può farsi carico di tutto ciò?

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