L’intelligenza artificiale è entrata sempre più nelle nostre vite e sta cambiando il modo di pensare. Le studentesse e gli studenti sono parte di questo cambiamento, purchè sappiano usare in modo critico e consapevole lo strumento. Nel corso della lezione incontro di Educazione Civica di giovedì 6 novembre, l’esperto di intelligenza artificiale per ‘Casco Learning’ Ivano Stella ha parlato di questo argomento:
“Oggi potremmo dire che l’intelligenza artificiale è entrata nella fase di quotidianità. ChatGPT ormai in giro da novembre 2022, sono passati ormai 3 anni e si sta passando da apro una scheda su web oppure un’applicazione all’IA che è lì, è come un agente che guarda, è lì e ti osserva e fa tutto e guarda tutto quello che tu fai. Quindi l’intelligenza artificiale entra nei nostri sistemi operativi, non è più un’app o una tab aperta. Addirittura adesso è entrata all’interno di occhiali smart appena lanciati sul mercato da Meta dove tu praticamente puoi fare una corsa e nel frattempo riprodurre musica, scattare una foto, riprendere un video oppure farti dire tutto ciò quello che vuoi farti dire, insomma, come faresti con ChatGPT. Quindi immaginiamoci persone che corrono e nel mentre ragionano. L’IA è un copilota, quindi è già su Windows, su Meta, su Apple e questo lo scenario attuale”.
Come tutto questo incide sulla vita di una persona, di uno studente, di un ragazzo, di una ragazza. Intelligenza artificiale e cittadinanza, come si collegano?
“Oggi, crescere in un mondo con l’intelligenza artificiale significa anche crescere dentro un ambiente dove ogni scelta digitale lascia una traccia. Ogni domanda posta, ogni click effettuato, ogni lettura, ogni interazione può essere mediata ormai da algoritmi. Ed è questo quello su cui dobbiamo prendere oggi una posizione. Vogliamo che ci sia un intermediario prima di prendere una scelta che funziona in un certo modo, decide e la governiamo, oppure ci governa? Insomma, questo è quello che dobbiamo oggi scegliere. Un ragazzo che usa l’IA a scuola, sui social, deve imparare non solo a chiedere, ma anche a verificare, dubitare e interpretare. Questo è il cuore della nuova educazione civica, a mio parere”.