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10.03.2026

Intelligenza artificiale e DSA: gli strumenti digitali aiutano. La tecnologia corre più veloce della scuola?

Gli studenti italiani usano ormai l’intelligenza artificiale ogni giorno. Tante le funzioni: la scrittura di testi, il riassunto di libri, la correzione di compiti, le traduzioni. La scuola invece, discute ancora se vietarla. Secondo i dati che riporta ‘SOS Dislessia’, in Italia oltre il 5% degli studenti ha una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) e per molti di loro strumenti digitali, sintesi vocale, software di scrittura e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale rappresentano un supporto fondamentale per accedere ai contenuti e studiare con maggiore autonomia. Le ricerche più recenti mostrano infatti che questi strumenti possono migliorare motivazione, fiducia in sé stessi e risultati scolastici, riducendo il carico cognitivo sulle abilità più fragili e permettendo agli studenti di concentrarsi sulla comprensione e sul pensiero critico.

Ma gli studi indicano anche un altro dato importante: la tecnologia da sola non basta. I risultati migliori si ottengono quando gli strumenti digitali sono inseriti in un contesto educativo preparato, con docenti formati, compagni informati e ambienti realmente inclusivi. Quando invece la tecnologia viene vietata o utilizzata come semplice scorciatoia, il rischio è quello di creare nuove forme di esclusione, meno visibili ma non meno profonde. La trasformazione digitale ha già cambiato il modo in cui apprendiamo. Scriviamo sempre meno a mano, leggiamo sempre più su schermi, ascoltiamo testi invece di leggerli e affidiamo memoria, calcolo e perfino la produzione di contenuti agli algoritmi. Vita online e offline si intrecciano continuamente.

Il sondaggio Tecnica della Scuola-Indire sull’IA a scuola

Prosegue il sondaggio promosso da La Tecnica della Scuola e dal gruppo di ricerca Paths di INDIRE sull’Intelligenza Artificiale in classe, rivolto ai docenti. Si tratta della seconda rilevazione sull’impatto dell’IA sulla didattica italiana, dopo quella del 2025, i cui risultati sono stati presentati nell’ultima edizione di Didacta. I numeri hanno suscitato grande attenzione da parte del mondo della scuola e degli addetti ai lavori, come dimostra la citazione nel rapporto Digital Education Outlook dell’Ocse, tra i più importanti documenti a livello internazionale in materia.

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