In questi giorni il ministro dell’Istruzione inglese Bridget Phillipson ha annunciato una revisione complessiva dei programmi scolastici in Inghilterra, la più ampia degli ultimi dieci anni. Si prevede l’introduzione di due nuove materie nei programmi scolastici: Intelligenza Artificiale e Educazione finanziaria sui mutui.
Phillipson ha spiegato che si tratta di un piano volto a rivitalizzare l’insegnamento senza trascurare le discipline fondamentali come inglese e matematica. La proposta inglese mira proprio a colmare il divario tra scuola e vita reale, insegnando come gestire un bilancio personale, comprendere il funzionamento di un mutuo e muoversi con responsabilità nel mondo digitale. Il nuovo governo laburista punta a riformare il sistema dei GCSE (General Certificate of Secondary Education), rendendolo più flessibile e orientato a competenze moderne come l’alfabetizzazione digitale, la conoscenza dell’intelligenza artificiale e l’educazione finanziaria.
La scelta di introdurre l’Intelligenza Artificiale tra le materie di studio nel sistema scolastico britannico nasce dall’esigenza di educare i giovani all’uso consapevole delle nuove tecnologie.
L’obiettivo è formare cittadini digitali competenti, capaci di affrontare un mondo sempre più dominato da algoritmi e automazione.
L’altra novità riguarda i corsi dedicati all’educazione finanziaria, in particolare ai mutui e alla gestione del denaro: le nuove lezioni insegneranno come pianificare un budget, leggere un contratto bancario e comprendere concetti come tassi d’interesse e risparmio.
L’iniziativa britannica segue l’esempio di altri Paesi europei che stanno modernizzando la scuola.
In Danimarca da 10 anni è previsto l’insegnamento obbligatorio per gli studenti dai 13 ai 15 anni di temi che spaziano dal significato di risparmio, al funzionamento delle banche, ai diritti del consumatore, portando la nazione a un livello di alfabetizzazione finanziaria tra i più alti del mondo.
In Finlandia oltre il 90% degli studenti partecipa a programmi di dieci lezioni dove si imparano come funzionano le imprese, l’economia, la società.
Nei Paesi Bassi il 43% degli olandesi, secondo un’indagine di Eurobarometro (2023) ottiene punteggi alti in educazione finanziaria, a seguire Finlandia, ed Estonia. Tra le quattro economie maggiori della UE, solo la Germania mostra un punteggio superiore alla media, Francia e Italia si posizionano invece sotto la metà della lista, lontana invece la Spagna, quartultima sui 27, appena prima di Cipro, Portogallo e Romania.
In Italia la legge 21/2024 prevede l’insegnamento dell’educazione finanziaria all’interno dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. I percorsi sono pensati in collaborazione tra il Ministero dell’istruzione e del merito, un Comitato predisposto per l’elaborazione dei contenuti, la Fondazione per l’educazione finanziaria e risparmio, la Banca d’Italia, la Consob (e soggetti come assicurazioni e fondo pensioni).
La Banca d’Italia da anni fornisce risorse e iniziative importanti, adatte a ragazzi e scuole, e prepara materiali facilmente accessibili online.