L’intelligenza artificiale è già entrata nelle aule scolastiche, spesso in modo silenzioso. Gli studenti la usano per studiare, cercare informazioni, scrivere testi e produrre immagini. Ma come viene realmente utilizzata e con quali effetti sull’apprendimento? Per rispondere a queste domande, INDIRE — Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa — e il Festival dell’Innovazione Scolastica hanno lanciato una nuova indagine nazionale, aperta fino al 30 aprile 2026.
Al centro della ricerca c’è una scelta precisa: ascoltare direttamente gli studenti. Attraverso un questionario online, anonimo e della durata di circa cinque minuti, somministrato in classe con il supporto dei docenti, l’indagine intende costruire un quadro realistico delle pratiche e delle percezioni dei giovani. La ricerca si concentra su due aspetti fondamentali: quanto e come gli studenti utilizzano strumenti di IA nello studio e nella vita quotidiana, e quali opportunità o difficoltà incontrano nell’uso di queste tecnologie. Samuele Borri, dirigente tecnologo INDIRE, ha dichiarato: “Con questa indagine intendiamo ribadire il ruolo degli studenti come interlocutori attivi dei processi di cambiamento, valorizzando un rapporto diretto capace di orientare in modo più consapevole la ricerca”.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il dibattito sull’IA in educazione si svolge spesso senza coinvolgere i diretti interessati. Luigi Ballerini, presidente del Comitato scientifico del Festival dell’Innovazione Scolastica, ha dichiarato: “In molti parlano di giovani, pochi con i giovani. L’indagine è un primo passo per capire assieme a loro quali cambiamenti, forse epocali, stanno accadendo nelle loro vite con la AI, a scuola e fuori”. I risultati saranno presentati alla VI edizione del Festival, in programma a Valdobbiadene dal 4 al 6 settembre 2026, dedicata al tema “Intelligenza, intelligenze. Apprendere con l’IA: esperienze e impatti”.
Parallelamente all’indagine rivolta agli studenti, prosegue anche il sondaggio promosso dalla Tecnica della Scuola insieme al gruppo di ricerca Paths di INDIRE, questa volta rivolto ai docenti. Si tratta della seconda rilevazione sull’impatto dell’IA sulla didattica italiana, dopo quella del 2025 i cui risultati, presentati all’ultima edizione di Didacta, hanno suscitato grande attenzione nel mondo della scuola, tanto da essere citati nel rapporto Digital Education Outlook dell’OCSE, uno dei documenti più autorevoli a livello internazionale sul tema. Le domande del questionario restano sostanzialmente invariate rispetto alla precedente edizione — per consentire un confronto diretto sull’evoluzione del fenomeno — con alcuni aggiornamenti relativi all’applicazione concreta delle Linee Guida nelle scuole. Al centro della rilevazione c’è la posizione degli insegnanti di fronte a strumenti che ormai fanno parte della quotidianità dei loro studenti: chatbot, generatori di testi e immagini, tool di scrittura assistita. Se da un lato questi strumenti aprono possibilità concrete per la didattica personalizzata e la semplificazione dei processi educativi, dall’altro restano aperti interrogativi sul rischio che l’IA possa soffocare la creatività e sostituire il pensiero critico nelle nuove generazioni.