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Internet, arriva la carta dei diritti: tutelerà dati personali e cultura digitale

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“Una carta dei diritti che permette di considerare Internet come una risorsa globale universalmente accessibile “.

A dichiararlo è stato Stefano Rodotà nel suo intervento al Festival del Giornalismo, manifestazione che si svolge in questi giorni a Perugia.

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“La Carta dei diritti in rete offre una serie di parametri concreti per consentire di fare un test di democraticità, per trasferire su internet i diritti fondamentali ma anche nuovi criteri, legati al nuovo mondo digitale” ha affermato il professore emerito dell’Università La Sapienza di Roma.

La carta si pone l’obiettivo di indicare al legislatore, ai cittadini e alle Istituzioni la strada da seguire per definire una posizione italiana nel dibattito mondiale che riguarda la “governance” di Internet, cioè la gestione condivisa e partecipata dell’accesso alla Rete, affrontando anche molti dei problemi nati dal ruolo previlegiato che hanno assunto nell’economia del nostro Paese, provider rilevanti come Google e Facebook; proprietari dei nostri dati personali con i quali entriamo in rete e utilizziamo anche tutte le azioni di e-commerce e altre attività ludiche.

I diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino devono essere dunque rispettati anche on line, quale precondizione essenziale ed irrinunciabile per l’esercizio di ogni altro diritto fondamentale, la neutralità della Rete, la tutela dei dati personali e del proprio domicilio informatico nell’era di Internet, il diritto all’identità personale, all’anonimato ed all’oblio nello spazio pubblico telematico, il diritto all’educazione anche e soprattuttoalla cultura in digitale e poi quello alla sicurezza delle reti e nelle reti e i principi cui deve ispirarsi il governo di Internet.  

La questione della sicurezza in rete viene vista, inoltre, sia come tutela delle infrastrutture sia come difesa degli individui da fenomeni come il bullismo, lo stalking, il razzismo e la xenofobia.

 

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Sono questi, in sintesi, i macro temi sostanziati dalla Carta, fatta di quattordici articoli, dal diritto di accesso alla tutela dei dati personali fino alla neutralità della rete al diritto all’educazione. Giocano il ruolo principale, dunque, i diritti della persona e costruisce nelle sue definizioni una sorta di diritto costituzionale ad usare Internet in maniera libera e sicura.

Rodotà, l’ispiratore di questa dichiarazione e da sempre sostenitore della primazia dei diritti della persona rispetto agli appetiti commerciali delle aziende, ha ribadito che” questa dichiarazione è nata per far valere nostri diritti anche in rete e non solo quelli analogici ma anche i più specifici relativi alla nuova materia come antidoto ad una cattiva e pericolosa retorica sui diritti.”

Riportiamo alcuni tra i più interessanti passaggi contenuti nella Magna Charta:

Articolo 1.3:

“Il riconoscimento dei diritti in Internet deve essere fondato sul pieno rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza e della diversità di ogni persona, che costituiscono i principi in base ai quali si effettua il bilanciamento con altri diritti.”

Articolo 2.2

“Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.”

Articolo 4.1

“Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone.”

Articolo 13.2

“Non sono ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero. Deve essere garantita la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza.”

Accesso, cultura, uguaglianza, privacy, identità, anonimato, oblio, cittadinanza, sicurezza e democrazia, sono queste dunque le dieci parole da ricordare perché il diritto si possa valere anche nel cyberspazio.

Basterà questa carta a tutelare in nostri diritti sul mondo diffuso, ma ancora oscuro di Internet?

 

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