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Io, docente al Nord, da anni vivo con la speranza di tornare in Sicilia

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Gentile redazione,

sono un vostro affezionato lettore e vi scrivo in merito all’appello pubblicato sul vostro sito da Mario Bocola riguardo i docenti assunti e trasferiti nel 2015 con la Buona Scuola. Sono contento che qualcuno prenda a cuore la causa di chi, come me, ha dovuto abbandonare la propria terra (nel mio caso la Sicilia) per prendere servizio al nord Italia.

Ho lasciato la Sicilia a settembre del 2015, quando il famigerato algoritmo impazzito ha mandato me ad Asti e mia sorella a Terni.

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Ho dovuto così lasciare i miei genitori, ormai pensionati, da soli e senza più figli accanto: una famiglia ormai divisa. E anche se è stato molto bello prendere il ruolo e se è pur vero che in questi anni, passati forzatamente al Nord, ho incontrato tante brave persone, ho dovuto tuttavia pagare un caro prezzo.

È da quel settembre 2015 che ogni anno provo inutilmente a tornare in Sicilia.

Ora mia madre è morta e non ho avuto la possibilità di stare con lei negli ultimi anni, nemmeno negli ultimi giorni della sua vita, così vivo dovendo sopportare il costante rimorso di non averle telefonato abbastanza, di non aver fatto abbastanza per lei, alla quale devo, oltre la vita, anche questo mio lavoro.

L’unica cosa di valore che avrei potuto fare per lei era tornare per starle accanto per sempre, ma per uno scherzo del destino e un capriccio informatico ho dovuto maturare questo grande fallimento nella mia vita.

Non auguro a nessuno, nemmeno a coloro che sono responsabili di quello che ho vissuto, ciò che adesso devo sopportare.

Sono contento per tutti i giovani meritevoli che vincono i nuovi concorsi indetti e per i quali vengono accantonati ogni anno tanti posti in Sicilia, ma vorrei tornare a casa mia da mio padre, che ora è rimasto solo.

Chissà quanti altri docenti vivono situazioni simili, anche più commoventi della mia. A tutti costoro va la mia stima, per quello che sopportano, la mia solidarietà e la speranza che un giorno, tutti quanti, potremo alla fine tornare a casa dai nostri cari.

Vi ringrazio sentitamente per aver posto all’attenzione di tutti questo problema, che va avanti insoluto ormai da troppo tempo.

Fausto Castronovo