Iscrizioni scuola, si parte dal 13 gennaio per gli alunni del primo anno di corso della scuola dell’obbligo (primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado). Mentre si formano le classi del prossimo anno, si parla ancora di classi pollaio e di dimensionamento scolastico, due fenomeni correlati ma in qualche modo opposti.
Alleanza Verdi Sinistra crede che le classi pollaio siano un problema: per questo motivo ha avviato una raccolta firme, con circa 55mila adesioni, collegata ad una proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 studenti per classe“.
Dal canto suo, invece, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara pensa che le classi pollaio non siano un problema: “Il numero degli alunni per classe non fa la differenza. Non si è visto che laddove è stato applicato non ha dato esiti particolarmente interessanti. Anzi, studi di INVALSI confermano che quando il rapporto è troppo basso il rendimento non migliora, anzi peggiora persino”.
Il concetto è stato ripetuto dallo stesso capo del dicastero di Viale Trastevere il 17 dicembre, durante un question time alla Camera. “Gli studi INVALSI – ha ribadito il Ministro – dimostrano che i risultati degli alunni non dipendono dalle dimensioni delle classi, smentendo un luogo comune. I dati sono incontrovertibili. Alle medie la percentuale di studenti con difficoltà di apprendimento si attesta al 3,2% nelle classi con meno di 20 alunni, mentre scende all’1% nelle classi fino a 25 allievi. Esiti analoghi si vedono anche alle superiori. Le politiche più efficaci non sono quelle che prevedono meno alunni per classe indistinta, ma l’assegnazione di più docenti per scuola”.
Nel frattempo, oltre che delle classi affollate, si parla da tempo del problema del dimensionamento scolastico e della denatalità con conseguente perdita di alunni: nell’arco di sette anni, la scuola italiana ha “perso” quasi seicentomila studenti. E la riduzione è in crescita, perchè nell’ultimo biennio si sono perse tra le 200mila e le 250mila iscrizioni.
Inoltre, non possiamo dimenticare il peso delle norme imposte sul “dimensionamento scolastico“, con le singole Regioni che provvedono annualmente alla perdita di autonomia degli istituti che vanno sotto soglia minima, portata attorno ai mille iscritti complessivi. Una procedura ha portato alla fusione, all’aggregazione e talvolta anche alla soppressione di molte scuole.
La Tecnica della Scuola chiede ai suoi lettori, in prevalenza docenti e Ata, quale tra questi problemi (classi pollaio, dimensionamento, riduzione del numero di alunni) pesa di più sulle spalle dei docenti, dei genitori o dei dirigenti?
All’interno del sondaggio troverai le seguenti domande:
Qual è il tuo ruolo?
In quale regione ti trovi attualmente?
Nel tuo territorio, quale problema riscontri a livello di popolazione scolastica?
Dal tuo punto di vista, quale potrebbe essere la soluzione?
(domanda aperta)
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