Home Generale Istat: sulla ripresa dell’occupazione serve più cautela e studiare il passaggio scuola-lavoro

Istat: sulla ripresa dell’occupazione serve più cautela e studiare il passaggio scuola-lavoro

CONDIVIDI

Sui dati Istat, ministero e Inps sulla ripresa del lavoro in Italia “abbiamo assistito a un caos poco edificante”: a dirlo è il presidente Istat Giorgio Alleva, intervistato dal Fatto Quotidiano.

Secondo il responsabile dell’Istituto nazionale di statistica, “quelli forniti dal ministero e dall’Inps sono dati di fonte amministrativa, non ‘statistiche’. Valutare il saldo tra attivazioni e cessazioni dei contratti come se fosse un aumento di teste, cioè di occupati, è una approssimazione non accettabile”.

Critiche più o meno dirette arrivano anche sui dati utilizzati dal ministro del lavoro Giuliano Poletti. “Il governo fa il suo mestiere, ma a me preoccupa molto quando si sbandierano dati positivi dello 0,1%, anche perché poi -come si è visto – portano a fare dietrofront il mese dopo”.

Il presidente Istat, annuncia però che “da settembre l’Istat uscirà con un nuovo comunicato trimestrale, intitolato ‘il mercato del lavoro’, in cui confluiranno i dati delle diverse indagini”: ciò determinerà un’informazione “più completa”, a 360 gradi. Tra i progetti dell’Istat, c’è, fa sapere, anche il coinvolgimento del “Miur, per studiare la transizione dalla scuola al lavoro“.

 

{loadposition eb-progetti}

 

Pure sulla Garanzia Giovani c’è poco da ridere: “i risultati non ci sono stati. Le cose vanno fatte bene, e trovati forse altri strumenti, come per esempio il reddito minimo”. “Può servire – spiega Alleva – a ridurre le disuguaglianze. Abbiamo fatto un’analisi sulla proposta del M5S, che erroneamente l’ha presentato come ‘reddito di cittadinanza’, mentre invece loro hanno studiato un reddito minimo selettivo. Ridurrebbe di molto la povertà ed è ben congegnato perché proporzionato al reddito e versato al singolo, che così ha autonomia di scelta. Andrebbe però attuato bene per evitare che incentivi il lavoro nero”. Che “costa 14,9 miliardi, ma non è all’ordine del giorno“.

E per quanto riguarda il Jobs Act, riflette ancora il presidente Istat, “i conti li faremo alla fine dell’anno. A oggi gli effetti non appaiono straordinari, sembrano esserci soprattutto sulle stabilizzazioni dei contratti precari, che non è poco”.

Le dichiarazioni di Alleva hanno creato determinato diverse reazioni. Riportiamo quella di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “se non è uno scenario da Grecia, poco ci manca”, dice l’ex ministro della PA.

 

Metti MI PIACE sulla nostra pagina Facebook per sapere tutte le notizie dal mondo della scuola