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08.07.2026

Per il riarmo altri 17 miliardi, invece per scuola e sanità zero investimenti: il Mef spiega che sono fondi utili a difendere l’Italia decisi dalla Nato

“Per quanto concerne il percorso di incremento delle spese per la difesa e la sicurezza, occorre anzitutto precisare che gli obiettivi assunti in sede internazionale si sviluppano su un orizzonte pluriennale. Inoltre la valutazione della spesa destinata alla sicurezza tiene conto di un approccio integrato e multidimensionale coerente con gli orientamenti condivisi in ambito Nato, che comprendono anche investimenti relativi alla cybersicurezza, alla protezione delle infrastrutture critiche, alla resilienza energetica e alla sicurezza del territorio”. Così ha risposto il ministero dell’Economia e delle Finanze all’interrogazione presentata da Marco Grimaldi, di Avs, in commissione Bilancio in cui si chiedeva “con quali risorse reali” si “intende finanziare il preannunciato incremento di 17 miliardi di euro della spesa per la difesa senza compromettere ulteriormente quella relativa a sanità, scuola, industria e ambiente, senza ricorrere al prestito Safe”.    

La denuncia riguarda l’operato della Premier Giorgia Meloni al vertice Nato di Ankara con la promessa di un incremento delle spese militari dello 0,55% del Pil entro il 2028.

Secondo Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, “i numeri parlano chiaro: ci si impegna a trovare 17 miliardi in più da destinare al riarmo in soli due anni, la sanità pubblica è senza adeguati finanziamenti mentre 6 milioni di italiani non hanno accesso alle cure sanitarie pubbliche a causa delle lunghe liste di attesa”.

Il Mef ha quindi replicato tenendo anche a  sottolineare che “dell’incremento delle spese per la difesa sarà dato conto negli specifici documenti di finanza pubblica e tale incremento terrà conto del quadro della governance economica europea e degli strumenti previsti dalla stessa, anche sulla base della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2025 concernente la clausola di salvaguardia nazionale per il rafforzamento del settore della difesa”.

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