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30.09.2026

Istituti aperti anche dopo la fine delle lezioni, la proposta M5S: “Faremo un grande investimento nella scuola pubblica”

“Non daremo fondi alle scuole private come fa Meloni. Faremo un grande investimento nella scuola pubblica”, questa la descrizione di un post Instagram pubblicato dal profilo ufficiale del Movimento 5Stelle ieri, 29 settembre.

I pentastellati, nell’immagine del post, scrivono di avere intenzione di lasciare “aperte le scuole anche oltre le lezioni con attività educative, culturali e sportive”.

Calendario scolastico da modificare?

Il tema è stato caldo per tutta l’estate. Per migliaia di famiglie italiane, la chiusura delle scuole rappresenta ogni anno una vera e propria emergenza organizzativa, aggravata dalla carenza di strutture sportive, ricreative e culturali gratuite per i più giovani. Un problema strutturale che ha spinto l’Emilia-Romagna ad anticipare l’avvio delle lezioni al 31 agosto.

C’è anche chi va oltre e propone una revisione complessiva del calendario scolastico, distribuendo le vacanze lungo tutto l’anno: una misura che, secondo molti osservatori, gioverebbero alla salute dei docenti, all’apprendimento degli studenti e all’organizzazione delle famiglie. Non mancano però le voci contrarie.

Di tutto questo si è parlato a Scuola Talk, la trasmissione di approfondimento settimanale de La Tecnica della Scuola, con una diretta video. Ospiti del dibattito Sara Malnerich e Francesca Fiore, note online come Mammadimerda e Chiara Palù, dirigente dell’istituto comprensivo “Micheli” di Parma.

Mammadimerda: “La scuola non è un parcheggio”

Ecco cosa hanno detto le due scrittrici: “Il calendario attuale non risponde più alle esigenze della nostra società, poiché è stato pensato un secolo fa. Oggi le famiglie vivono in modo molto diverso e i genitori lavorano entrambi; prevedere oltre tre mesi di chiusura continuativi è faticoso per le famiglie, ma anche per i bambini e i ragazzi, che non hanno praticamente pause durante l’anno. Hanno un calendario molto denso durante l’attività scolastica e poi un vuoto totale per oltre tre mesi. Non c’è solo una motivazione legata alla fatica dei genitori, ma anche al benessere dei ragazzi”.

E aggiungono: “La proposta che abbiamo fatto con WeWorld, che ha raccolto circa 80.000 firme ed è quindi abbastanza condivisa, chiede di ridistribuire questi giorni di chiusura estiva. Non chiediamo di allungare la frequenza – i giorni di didattica dovrebbero rimanere gli stessi, ovvero 200 – ma chiediamo che vengano redistribuiti durante l’anno. Ogni volta che le scuole sospendono l’attività didattica e gli insegnanti vanno in ferie, le scuole dovrebbero rimanere aperte e presidiate dal terzo settore per offrire attività formative e culturali ai ragazzi che non possono permettersi vacanze lunghe. La scuola è il posto migliore in cui i nostri figli possano stare. Spesso ci dicono che ‘la scuola non è un parcheggio’; sarebbe preoccupante se lo fosse. Il vero ‘parcheggio’ è tenerli sul divano davanti alla TV per mancanza di alternative; mandarli in un luogo predisposto dove stare con i coetanei e fare attività formative è, per noi, il migliore dei mondi possibili”.

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