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Istruzione tecnica e professionale: Profumo rilancia e semplifica

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Sul primo punto, Profumo riparte da Fioroni, precisamente dalla legge 40/2007, nel tentativo di rilanciare ed ampliare alcune misure rimaste inattuate.

Tre sono gli obiettivi da attuare attraverso l’adozione di specifiche Linee guida: realizzare un’offerta coordinata territoriale tra i percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali e di quelli di istruzione e formazione professionale di competenza delle regioni; favorire la costituzione dei poli tecnico-professionali, che nella legge 40 erano già previsti allo scopo di promuovere in modo stabile e organico la diffusione della cultura scientifica e tecnica e di sostenere la crescita sociale, economica e produttiva del Paese; ed infine promuovere la realizzazione di percorsi in apprendistato, anche per il rientro in formazione dei giovani.

Riguardo agli istituti tecnici superiori, si profila una riorganizzazione finalizzata ad una migliore utilizzazione delle risorse.
Attualmente i 59 Its, costituitisi in 16 regioni, hanno fatto decollare a partire dall’anno in corso il nuovo canale di istruzione terziaria non universitaria, che integra istruzione, formazione e lavoro, per diplomare “super tecnici”.
Ogni Istituto è organizzato secondo il modello della fondazione di partecipazione, di natura privata con personalità giuridica di diritto pubblico. Vi possono aderire gli istituti tecnici e professionali, le imprese, gli enti locali, le università, i centri di ricerca ed altri soggetti pubblici e privati, allo scopo di predisporre una offerta formativa stabile, continuativa e al passo con la domanda proveniente dal mondo del lavoro. Finora, le risorse investite sono per la maggior parte ministeriali, poi regionali, e in minima parte contributi di privati.
Proprio in considerazione dell’impegno economico notevole, fin dal suo primo intervento pubblico in occasione del convegno sugli Its a Verona il 25/11/2011, il ministro Profumo aveva annunciato soluzioni “più aggreganti” rispetto alla forma attuale di una fondazione per ciascun Its.
Con il decreto legge approvato da CdM pertanto si razionalizza sulla base dei seguenti criteri: facilitare l’integrazione delle risorse disponibili con la costituzione di non più di un istituto tecnico superiore in ogni regione per la medesima area tecnologica e semplificare gli organi di indirizzo, gestione e partecipazione delle fondazioni e il loro funzionamento.