Il modello di autonomia delineato nella legge di delega 15 marzo 1997, n. 59, attuativa del dettato costituzionale in materia, è stata tradita e fuorviata.
Nel testo proposto dal premier Renzi il concetto di autonomia è stato volontariamente strumentalizzato fino a ricondurlo al concetto di arbitrarietà. Ma non è questo che avevano previsto i nostri Padri costituenti per un settore cruciale quale la scuola è.
Il modello di “uomo solo al comando” sembra il cliché che Renzi vuole imprimere a tutti i provvedimenti di questo Governo, prima le riforme costituzionali e adesso la scuola. Ma sbaglia. La scuola è un’ orchestra dove il lavoro viene posto in essere collegialmente e il Dirigente Scolastico non può che rappresentare il direttore d’orchestra non il comandante assoluto con diritto di ” vita e di morte” (professionale) sugli insegnanti.
Potrà sceglierseli, potrà valutarli in buoni e cattivi e concedere loro un boccone di pane in più o in meno, ma perché non chiamarla dittatura scolastica ed eliminare così tutti questi giri di parole? Attendo di leggere il testo definitivo ma già prevedo una dura opposizione.
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