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L’Inps cerca “cervelli”

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Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha proposto, al congresso annuale dell’American economic association, di raccogliere fondi fra privati per portare dentro l’Inps il mondo della ricerca universitaria italiana e internazionale.

Si tratta del programma di ricerca “VisitInps scholars” e i fondi finora raccolti ammontano a 248mila euro e i progetti di ricerca applicati ai temi del lavoro, dell’assistenza e della previdenza sono 31. Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione 70mila euro, la fondazione di Unicredit 61mila, 50mila il Collegio Carlo Alberto di Torino, le Generali circa 42mila, Unipol 24mila.

Sette posti andranno a ricercatori senior per progetti trimestrali a seimila euro lordi al mese, sette a ricercatori più giovani per sei mesi a mille euro, altri 17 avranno solo la copertura assicurativa per un mese di accesso alla sede dell’Inps.

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Per il primo bando, si legge sul Sole 24 Ore, hanno fatto domanda in novanta fra economisti, statistici, sociologi, spesso italiani, molti impegnati all’estero: Mit, Harvard, Berkeley, London School of Economics, Parigi.

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«L’Inps è una macchina enorme, con tecnici di primo livello e una mole di informazioni in tempo reale unica al mondo. Abbiamo grandi competenze, ma non facciamo parlare bene i dati fra loro, e per farlo al meglio occorre aprirsi alla ricerca», ha spiegato ieri Tito Boeri in un’intervista a La Stampa. «Vorrei che l’Inps avesse un ruolo di proposta simile a quello della Banca d’Italia, ma soprattutto questo progetto ci permetterà di fare una valutazione in tempi utili dei risultati delle riforme».

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