Home Politica scolastica L’Invalsi è salvo, ma fino a quando?

L’Invalsi è salvo, ma fino a quando?

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“L’emergenza è superata”. Così Anna Maria Ajello, presidente dell’Invalsi, commenta l’introduzione nella Legge di Stabilità approvata al Senato, nelle prossime ore all’esame della Camera, dei commi 134 e 135 che prevedono il provvidenziale finanziamento di 10 milioni di euro per l’Invalsi, l’istituto nazionale di valutazione.

Secondo Ajello era un provvedimento “indispensabile per lo svolgimento delle attività istituzionali, dalle Prove nazionali alle indagini internazionali, ai compiti affidati all’Istituto per la valutazione delle scuole”. I fondi, a valere sulla legge n. 296/2006, non verranno sottratti – spiega – né al funzionamento delle scuole, né al pagamento delle supplenze brevi. Provengono infatti da risorse reperite dal ministero dell’Istruzione attraverso la legge sulla spending review (n. 135/2012). Si tratta quindi di risparmi accantonati a livello centrale, che non peseranno in alcun modo sulle scuole.

“La decisione di inserire all’interno del maxiemendamento il finanziamento che attendevamo ci permette di uscire dall’emergenza e di affrontare con serenità i prossimi mesi: potremo garantire – assicura Anna Maria Ajello – continuità ai lavoratori e svolgere con cura i nostri compiti. Il nostro appello è stato ascoltato dal Governo e ha trovato il supporto del Parlamento e questa è una buona notizia per il Sistema Nazionale di Valutazione e quindi per il nostro sistema educativo. Auspichiamo – continua – che in futuro si possa passare da una gestione emergenziale a politiche strutturali, dotate di continuità, nell’ambito della valutazione”.

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Ajello ricorda, quindi, che l’Istituto svolge i propri compiti con 90 dipendenti, di cui due terzi precari, e in assenza di finanziamenti ordinari adeguati. Senza il finanziamento statale sarebbero stati licenziati con il finire del 2014.

“Occorre prevedere – afferma – uno stanziamento annuale permanente, per consentirci di dare certezze alle nostre attività di ricerca e sperimentazione, proprio in un momento in cui ci vengono affidati dal ministero dell’Istruzione ulteriori compiti, e il completamento della pianta organica, in vista di una futura espansione, per stabilizzare i lavoratori precari da molti anni, che svolgono attività fondamentali per il funzionamento dell’Istituto”. E senza i quali sarebbe davvero difficile potenziare i progetti di valutazione degli studenti, delle scuole e di chi vi opera.

 

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