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L’istruzione artistica non crea più artisti

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Nella riforma dell’Istruzione artistica le ore dedicate allo studio della Storia dell’arte e l’attività laboratoriale pratica sono stati ugualmente bistrattati. In mezzo alla rassegnazione generale va avanti la riforma “epocale” della scuola che ha travolto del tutto, con i suoi tecnicismi, la sua demagogia, la poca sostanza e le innumerevoli mutilazioni, anche il settore dell’istruzione artistica, “licealizzandolo” e spazzandone via le peculiarità e le eccellenze curricolari che il mondo educativo e del lavoro in campo artistico e del “made in Italy” ci invidiavano.
Il corso quadriennale (finito da quest’anno 2013) aveva 2 ore di Storia dell’arte nei primi tre anni e poi 3 ore nel quarto anno conclusivo. Poca roba. Il nuovo liceo artistico, fortunatamente ha mantenuto lo schema orario della sperimentazione Brocca diventata Michelangelo e Leonardo, con 3 ore settimanali Storia dell’arte in tutti i 5 anni. Invece, nel Liceo classico gelminiano (per non parlare di altri indirizzi), lo studio della Storia dell’Arte è scomparso nel biennio e nel triennio è stato mortificato con 2 ore settimanali.
Nel nuovo modello di scuola, la parte progettuale è confusa, ridotta nei tempi, priva dei laboratori e, sostanzialmente, di quella manualità che avrebbe avuto solo bisogno di più cultura invece di essere, di fatto, ridotta e, in qualche caso, perfino abolita. “Le scuole son sopravvissute a sé stesse macinando decine e decine di progetti, spesso al servizio degli eventi più o meno provinciali e modesti, quando non dozzinali seppure pretenziosi, promossi da enti locali, aziende, associazioni di categoria” (G. Campagnoli). La cosiddetta riforma Gelmini, non avendo tenuto per nulla conto della sperimentazione Brocca, ha profondamente rovinata l’istruzione artistica facendole perdere la sua identità e specificità culturale. “Fare arte è un processo molto complesso e articolato, dove agiscono contemporaneamente, in continuo feedback triangolare, intelligenza, conoscenze dello specifico campo e abilità manuali” (Elio Fragassi). Questa complessità richiede, oltre l’apporto dello studio teorico, anche tempi per esercitazioni, laboratori e verifiche puntuali.
Da tre anni a questa parte, è stata ridicolizzata la possibilità di studiare a scuola Storia dell’arte dichiarata praticamente non importante né tantomeno necessaria. La Storia dell’arte è invece disciplina trasversale ai saperi e culmine intellettuale dei saperi stessi. “Richiede di essere studiata per la durata di tutto il quinquennio in tutti gli indirizzi di scuola, richiede di essere affiancata a momenti di attività grafiche per l’ approfondimento dell’ analisi dell’ opera, e creative, a garanzia di percorsi formativi significativi per la preparazione alla fruizione del bene comune da parte di tutti i cittadini e per lo sviluppo di abilità cognitive individuali insostituibili che accrescono il potenziale di apprendimento di ognuno” (M. Galletti)

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