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Prima Ora | notizie del 3 luglio

02.07.2026
Aggiornato alle 10:49

La docente della studentessa uccisa a Messina in un incidente: “Per noi professori sono come figli. Non oso pensare a quando torneremo a scuola”

Giulia, 16 anni, studentessa di un liceo scientifico di Messina è morta domenica sera 28 giugno, travolta da una moto. A raccontare il dolore della scuola è la sua professoressa di Italiano, mentre si reca a casa dei genitori della ragazza per portare conforto, come riporta il quotidiano La Sicilia.

Il ricordo della professoressa

“Non oso pensare a quando torneremo a scuola a settembre. Certamente la classe non sarà più la stessa”, dice la docente. “Era una ragazza davvero molto sensibile e garbata, riusciva a conciliare la scuola col suo sport: si allenava dalle 15 alle 19, ma poi riusciva a studiare. Era davvero molto serena, nei suoi temi scriveva spesso che non aveva le incertezze di alcune coetanee, non avrebbe cambiato nulla del suo corpo, si piaceva così com’era, che è un dettaglio non scontato alla sua età”, racconta.

E continua: “Non so se i ragazzi ce la faranno meglio di noi a superare tutto questo, di certo c’era una sua compagna di classe che era uscita con lei quella sera, per fortuna non ha visto il momento dell’impatto, penso questo. Ci resterà addosso indelebile, noi li vediamo per la gran parte della giornata, per noi professori sono come figli”, sospira. Poi aggiunge: “Ci potevano essere più controlli, ed erano stati richiesti. Senza volere additare nessuno, si fa quel che si può con quel che si ha, ma più attenzione da parte della politica poteva esserci, anche se adesso è facile con senno del poi. Di sicuro, non si può parlare di fatalità. Questo è un lutto per tutta la città”.

Le indagini della procura

La magistrata ha convocato il ventenne che ha travolto Giulia ed è ora ai domiciliari con l’accusa di omicidio stradale. Secondo l’Infortunistica il giovane stava impennando con la moto prima di perdere il controllo. L’avvocato, inizialmente indicato dal ragazzo, ha rinunciato all’incarico: “Di fronte alla vita di una minorenne, falciata via, non me la sono sentita”. Sui social è montata la polemica per alcuni video, poi rimossi, in cui il ragazzo impennava incitato dai commenti.

Il cordoglio della comunità

Lunedì sera un corteo spontaneo di amici e parenti è partito dal luogo dell’incidente fino alla torretta di Torre Faro, dove sono stati lanciati palloncini bianchi in segno di lutto. Dalla Pro loco Capo Peloro è arrivato un saluto: “Questa sera i tuoi amici ti hanno salutata così, con l’amore più puro. C’erano lacrime, abbracci e un silenzio che pesava più di qualsiasi discorso. Per te, Giulia, per il tuo sorriso, per tutti i sogni che avresti dovuto vivere”.

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