Home Università e Afam La facoltà romena di medicina a Enna è regolare

La facoltà romena di medicina a Enna è regolare

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Dopo lo scontro con il Miur e le accuse di illegittimità nei confronti dei corsi di medicina avviati da una università romena arriva una prima clamorosa decisione della magistratura. Quei corsi  possono proseguire regolarmente: lo scrive Il Giornale di Sicilia.

Né l’università Dunarea de Jos nè la sua interfaccia siciliana, il Fondo Proserpina hanno violato alcuna norma italiana o europea: così il giudice civile del tribunale di Caltanissetta, che ha respinto il ricorso del Miur condannato pure al pagamento delle spese di giudizio.

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Ma la ministra Stefania Giannini insiste: «i corsi Ateneo Enna restano non autorizzati. L’ordinanza del Tribunale di Caltanissetta in merito alla legittimità del corso di laurea in medicina a Enna è misura cautelare e non entra nel merito. Resta ferma la nostra posizione a tutela della qualità della formazione dei nostri studenti: non c’è qualità senza accreditamento dei corsi di studio e nessun accreditamento è stato riconosciuto all’Università Rumena Dunarea de Jos Galati da parte del Ministero dell’Università italiana».

 

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Il Miur, secondo il giudice nisseno, non può neppure sostenere che le lauree dell’università romena aggirino le norme sugli accessi universitari e abbiano una «refluenza sul sistema italiano delle quote». L’università romena inoltre non avrebbe violato la convenzione di Lisbona che «disciplina non le condizioni per l’attivazione di corsi di laurea in uno dei Paesi aderenti da parte di un Ateneo di altro Stato, ma le condizioni per il riconoscimento dei titoli di studio».

La decisione del giudice di Caltanissetta impone ora una riflessione, dicono le organizzazioni studentesche Link e Onda, «sul tema degli sbarramenti all’accesso ai corsi di studio che si dimostrano essere un sistema iniquo e inaccettabile».

La Kore intanto va avanti e non solo è stata inaugurata una nuova biblioteca di 9 mila metri quadrati, ma anche i corsi di medicina dell’università romena proseguono