Emergono segnali di preoccupazione sulle competenze degli studenti in lettura e matematica. Accade in Italia, ma anche all’estero. Come negli Stati Uniti: l’ultimo rapporto del National Assessment of Education Progress (“The Nation’s Report Card”) rivela che gli studenti di scuola superiore hanno registrato il livello più basso degli ultimi vent’anni. E rispetto al 2019, i punteggi medi in lettura e matematica sono calati di tre punti, tanto che meno della metà degli studenti, il 45%, sarebbe in grado di affrontare con successo contenuti di base da college.
Carol Jago, docente del California Reading and Literature Project dell’Università della California, dice all’Ansa che il calo è strettamente legato al modo in cui l’inglese viene insegnato nelle scuole. Secondo Jago: “Vent’anni fa era normale leggere una ventina di libri all’anno, oggi se ne assegnano appena tre. Per diventare un buon lettore, bisogna costruire capacità di concentrazione e resilienza, cosa che oggi non avviene più”.
Il ministro dell’Istruzione statunitense Linda McMahon sottolinea inoltre come, nonostante gli importanti investimenti nella scuola superiore, il divario tra studenti sopra e sotto il livello base si stia allargando.
Anche in Italia i dati non sono tranquillizzanti. Le prove Invalsi 2025 – dopo avere coinvolto oltre 2,5 milioni di studenti in circa 11.500 scuole italiane, dalla primaria fino all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado – hanno mostrato segnali contrastanti.
Nella scuola primaria, tra gli alunni della seconda classe, circa il 66% ha raggiunto almeno il livello base in italiano e il 67% in matematica: si tratta di valori stabili rispetto al 2024.
Alla classe quinta, si nota che il 75% degli studenti ha raggiunto il livello base in italiano, mentre in matematica la percentuale scende al 66%. Le prove di inglese mostrano i risultati migliori: circa il 91% degli studenti ha raggiunto il livello A1 nella lettura e l’86% nell’ascolto.
Nella scuola secondaria di primo grado, per studenti della terza classe il 79% in italiano e il 72% in matematica ha raggiunto minimo il livello base. Le competenze in inglese risultano consolidate: il 94% degli studenti ha raggiunto il livello A1 in lettura e il 92% in ascolto.
Per la scuola secondaria di secondo grado, la seconda classe ha ottenuto l’82% in italiano e il 75% in matematica come valori idonei, mentre l’ultimo anno registra l’85% in italiano e il 78% in matematica. Le competenze in inglese rimangono elevate: al livello A1, il 98% raggiunge gli obiettivi di lettura e il 96% quelli di ascolto.
Sempre in Italia, nonostante la sostanziale stabilità dei risultati, persistono divari significativi tra Nord e Sud. Le regioni meridionali, in particolare Calabria, Sicilia e Sardegna, mostrano percentuali inferiori di studenti che raggiungono il livello base rispetto al Nord, sia in italiano sia in matematica, confermando la necessità di interventi mirati per ridurre le disuguaglianze territoriali.
Gli esperti sottolineano che, sebbene i dati italiani mostrino miglioramenti marginali in lettura e inglese, la matematica resta un punto critico, soprattutto da Roma in già, evidenziando persistenti disuguaglianze territoriali.
In conclusione, il quadro internazionale e nazionale sembra evidenziare risultati interessanti: se negli Stati Uniti, il calo storico delle competenze di base sembra riflettere problemi strutturali legati a metodi di insegnamento e ridotta quantità di lettura assegnata, in Italia, pur con competenze linguistiche solide, la matematica e le disuguaglianze territoriali restano punti critici.